Il presidente della FederPetroli: “Importante dialogare con il Vallo di Diano per la questione petrolio”

Il presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia ha rilasciato una intervista alla Gazzetta di Salerno nella quale parla anche della possibile ricerca di idrocarburi nel Vallo di Diano. Nell’articolo firmato da Antonio Bottiglieri viene posto anche il quesito sul nostro territorio e la preoccupazione dei cittadini per le eventuali ricerche e trivellazioni. “Il Vallo di Diano si può preoccupare quando non ci sono le basi per una corretta spiegazione di quello che si vuol fare, di quali sono gli obiettivi, di cosa migliorerà e di cosa non intaccherà a livello ambientale. Il Sud Italia gravita ancora in un ‘limbo’ particolare, dove, ad esempio nella zona del Vallo di Diano o proseguendo verso il mare nel Golfo di Policastro si vive senza il gas di città.  Sono ancora costretti a rifornirsi con piccoli bomboloni esterni per il riscaldamento e nelle case si usa la famosa bombola per poter cucinare. Penso che tutto questo sia vergognoso”. Marsiglia spiega anche quali sianoi motivi per cui il Vallo di Diano ha paura del petrolio. “Purtroppo il Vallo di Diano vive su un terrore che è l’esperienza della Basilicata. Ritengo che lo sfruttamento delle risorse minerarie sia stato fatto male e si continua a non ‘sfruttata’ la risorsa più importante: quella umana”. E poi il ritorno a una vecchia esperienza valdianese. “Circa due anni fa – racconta siamo stati coinvolti nella delicata vicenda Shell Italia-Vallo di Diano, ricordo che feci una visita nella zona di Sala Consilina, Sassano e paesi limitrofi. e dal ristoratore al contadino non sapevano di cosa si stava parlando ma la risposta era sempre la stessa: se il petrolio porta ricchezza e occupazione ben venga, era sottinteso con l’impatto ambientale minimo. Dopo qualche giorno le amministrazioni locali, cittadini e comitati iniziarono a creare un clima di ostruzionismo, ognuno diceva la propria senza alcuna conoscenza dell’argomento e senza sapere che non bisognava fare nessun pozzo o bucare e trivellare da nessuna parte, ma l’Istanza di ricerca Monte Cavallo era solo all’inizio su vecchi e superficiali sondaggi.Questo è un evidente esempio del non sapere, e penso che Shell in questo caso abbia una buona dose di responsabilità”. E poi un retroscena su un confronto su Atena Lucana. “Nel gennaio dello scorso anno abbiamo manifestato la nostra volontà al Comune di Atena Lucana per quelle che erano delle perplessità su dei nuovi pozzi tra Campania e Basilicata e la preoccupazione di alcune linee di oleodotti di collegamento con la Val d’Agri, il tutto dopo comparsate televisive di personaggi noti e meno noti della zona, è finito senza alcuno sviluppo. Questo è quello che intendo quando parlo di dialogo, parlo di conoscenza e ben venga che la politica faccia la sua parte”.

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