Rifiuti illegali nell’area Pip. Il Comune di Polla si costituirà parte civile. In 41 rischiano il processo

Il Comune di Polla intende costituirsi parte civile nel processo sui rifiuti “illegali” stoccati nell’area Pip del paese. E’ quanto emerso in vista della prossima udienza del processo che si sta tenendo al Tribunale di Salerno e che è tornato alla ribalta nei giorni scorsi. Si tratta dell’indagine dalla quale sarebbe risultato che in un sito di Polla deputato a ricevere e smistare il risultato della differenziata, invece i rifiuti arrivavano “sporchi”, con varie tipologie mischiate tra loro. Questa l’accusa rivolta dai sostituti procuratori Giancarlo Russo e Vincenzo Montemurro che il primo aprile scorso hanno avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per 41 persone. Una vicenda che risale a diversi anni fa e che – secondo l’accusa – coinvolgeva le società di stoccaggio dei rifiuti (Fond.Eco e Sra) e numerosi tra imprenditori e politici (compresi i vari presidenti del Consorzio di Bacino Sa 3 all’epoca dei fatti). Sono accusati di associazione a delinquere  finalizzata al traffico illecito di rifiuti, Tommaso e Alfonso Palmieri, Pasquale Capozzoli, Luigi Cardiello e Antonio Cancro. E’ stato richiesto, tra gli altri, il rinvio a giudizio (si deciderà a metà aprile) anche per l’ex sindaco di Atena Lucana, Sergio Annunziata e per gli ex presidenti del Consorzio, Giovanni Siano e Giovanni Graziano.

Il “Comune di Polla – si legge sulla delibera dell’ente – siccome la vicenda rientra nel campo delle tematiche più rilevanti, in particolare in materia ambientale e di tutela della legalità ha deciso di disporre la costituzione in giudizio di questo Comune quale parte offesa nel procedimento in premessa individuato”. Il legale che seguirà la vicenda sarà l’avvocato Camillo Celebrano.

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