“Futuro assai nero, ecco la verità sull’Ospedale di Polla”: l’ex direttore Babino replica ai sindaci del Vallo di Diano

“Il futuro dell’Ospedale di Polla è davvero assai nero, sicuramente molto incerto”: lo afferma l’ex direttore sanitario dell’Ospedale di Polla Nunzio Babino, che interviene sul sito web di Italia 2 Tv  sullo stato di salute e sulle prospettive del Luigi Curto.

 

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Babino, commenta la recente Conferenza dei Sindaci in tema sanità svoltasi sabato a Sala Consilina e la discussione tra gli amministratori valdianesi documentata da Italia 2 Tv ( Video Servizio collegatoCONFERENZA DEI SINDACI DEL VALLO SULL’OSPEDALE DI POLLA: POLEMICHE E POSIZIONI, ECCO IL LIVE – http://www.italia2tv.it/2017/03/05/conferenza-dei-sindaci-del-vallo-di-diano-su-sanita-e-ospedale-di-polla-polemiche-e-posizioni-ecco-il-live/ ).

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L’ex direttore sanitario del nosocomio polllese attraverso un doppio commento sul sito web di Italia 2 TV esprime la sua autorevole opinione, molto preoccupata per le sorti del nosocomio pollese. In particolare secondo Babino il “declassamento” del Luigi Curto previsto dall’Atto Aziendale dell’ASL di Salerno e dalla Regione Campania non riguarda soltanto Oculistica, ma molti altri reparti, con conseguente perdita di diversi posti letto precedentemente dedicati a pazienti con patologie acute.

Ecco l’intervento integrale di Nunzio Babino:

“Per difendere l’Ospedale di Polla i sindaci del Vallo di Diano devono sapere e tenere presente che:

1)-non solo il reparto di oculistica è stato “declassato” (cioè individuato come Unità semplice senza “Primario”), ma sono stati declassati anche il Reparto di neurologia, il Reparto di fisiopatologia respiratoria, il Reparto di otorinolaringoiatria, il Servizio di radiologia, il Centro trasfusionale ed altri servizi di supporto dell’attività ospedaliera;

2)-il declassamento ha comportato anche la riduzione dei posti letto complessivi, rispetto a quelli precedenti, sicché nell’ambito del Presidio ospedaliero i posti letto precedenti destinati ai malati con patologie acute sono stati ridotti a 192, dovendosi escludere dal computo i previsti 20 posti letto di riabilitazione, in quanto questi sono destinati a lungodegenti e non a malati acuti;

3)-i posti letto di riabilitazione allo stato attuale sono solo programmati e non realizzati, quasi sicuramente non saranno realizzabili, oltre che per problemi di mancanza di personale specializzato nella disciplina, anche per il fatto che più volte in precedenza erano stati previsti per Sant’Arsenio, struttura che dall’atto aziendale della ASL viene destinata ad attività territoriale distrettuale con un ospedale di comunità, i cui operatori sono i medici di base;

4)-nella struttura ospedaliera di Polla sicuramente non vi sono gli spazi per allocare un reparto di riabilitazione con 20 posti letto, né vi potranno essere senza un adeguato ampliamento del complesso edilizio esistente, realizzabile soltanto con importanti e sostanziali finanziamenti;

5)-per l’Ospedale di Polla, a differenza che per gli altri Ospedali della Campania, recentemente non è stato più assegnato (è stato revocato?) un precedente finanziamento di oltre 6 milioni di euro, già approvato in precedenza dagli uffici regionali, che doveva essere utilizzato per interventi strutturali edilizi e di ammodernamento della struttura ospedaliera di Polla.

Purtroppo, stranamente, queste informazioni non vengono evidenziate dai mezzi di comunicazione.

Purtroppo, qualcuno ritiene che il risultato è soddisfacente e che l’Ospedale è stato salvato…

Purtroppo, così, il futuro dell’Ospedale di Polla è davvero assai nero, sicuramente molto incerto!

I sindaci hanno bisogno di conoscenze più chiare per difendere la struttura ospedaliera:

1)-per fare buona sanità ci vogliono unità operative dirette da “primari”, che non sono né “generali”, né “colonnelli”, né “prèsidi” né “facenti funzioni”, ma sono coloro i quali hanno la responsabilità di dirigere in autonomia il reparto cui sono preposti ed essere in prima persona dotati di alta professionalità, capaci di essere guida per tutti gli altri operatori e garantire fiducia ai pazienti;

2)-le strutture semplici non hanno “primari”, ma dipendono da altre strutture cosiddette “dipartimentali” che sono allocate in altri ospedali posti anche a notevole distanza, sede del dipartimento di appartenenza;

3)-è evidente che nelle due fattispecie l’importanza del reparto e le possibilità di crescita professionale degli operatori non sono le stesse; anche le prospettive di sviluppo tecnologico ed operative non sono le stesse;

4)-i posti letto destinati ai malati con patologie acute, rispetto alla dotazione originaria, sono stati complessivamente ridotti, per via della riduzione dei posti letto in molte unità operative, tra cui l’oculistica, l’otorinolaringoiatria, la fisiopatologia respiratoria, la neurologia, reparti che sono state tutti declassati ad unità semplici; anche in cardiologia, in Utic, nella stessa chirurgia generale i posti letto sono stati ridotti;

5)-di recente, in occasione del finanziamento di tutti gli altri ospedali della Campania, all’Ospedale di Polla non è stato assegnato nessun finanziamento per la ristrutturazione edilizia ed ammodernamento degli edifici esistenti, nonostante vi fosse un programma in corso di finanziamento portato avanti negli anni precedenti di oltre 6 milioni di euro per interventi edilizi;

Eppure, gli ottimi servizi video di Italia 2 TV evidenziano che, dopo ampio dibattito tra i pochi sindaci convenuti, con opinioni e conoscenze molto diversificate e in contrasto tra di loro, si vuol far passare il messaggio che l’Ospedale di Polla era “destinato era alla chiusura” ed è stato salvato!

Ci auguriamo che, dopo essere stato salvato, il nostro Ospedale possa avere le risorse economiche e di personale per salvare anche i reparti di assistenza, che tutti dichiarano essere in pessimo stato … di salute.

Vedremo i risultati nei prossimi mesi. Siamo fiduciosi ed auguriamo a chi di competenza……Buon lavoro!”

NUNZIO ANTONIO BABINO

 

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