Il Vallo di Diano non è un paese per Giovani: riflessioni sul Flash Mob all’Ospedale di Polla

L’assenza dei giovani in occasione del Flash Mob svoltosi sabato mattina davanti all’Ospedale di Polla è forse l’aspetto più significativo emerso dalla manifestazione voluta per difendere la Sanità del Vallo di Diano. Certo può apparire sconcertante a una lettura superficiale: ma a ben vedere non fa altro che ribadire quello che tutti sappiamo: il territorio valdianese non è una terra per i giovani.

I giovani qui sono di passaggio, quelli che possono vanno via dopo la maggiore età. Quelli che restano devono fare i conti con un regime nel quale i diritti diventano piaceri elargiti, ed il lavoro quando non è pubblico o è nero o è fatto di compromessi ed evidente sfruttamento. Ci sono ovviamente rare eccezioni, ma il processo in piedi da decenni nel Vallo di Diano prolifera cannibalizzando i propri giovani per auto-riprodursi all’infinito. I pochi giovani che restano vengono assorbiti nel sistema e ne diventano parte integrante. Tutto questo nonostante i giovani valdianesi eccellano sempre più spesso in tantissimi campi, come dimostrano concorsi e riconoscimenti anche nazionali che spesso li vedono protagonisti. Certo sabato era sabato, e le scuole erano aperte come pure attività commerciali e aziende. Ma era sabato anche il 16 marzo 2013, quando un fiume di giovani invase allegramente le strade di Montesano sulla Marcellana e diede visibilità nazionale alla protesta contro la Centrale Elettrica di Terna. Fateci caso, in quell’occasione erano presenti le scuole di tutto il Vallo di Diano, ma in prima fila c’erano sindaci e politici, assenti alla manifestazione pro-Ospedale di sabato. Questo deve farci riflettere, perché il dubbio è che anche la coscienza critica sui temi sociali e le manifestazioni pubbliche che coinvolgono i giovani debbano prima passare attraverso l’avallo degli amministratori locali. Un pensiero su questo va fatto, ed in particolare proprio da parte dei giovani: non solo a livello scolastico, ma anche di Forum dei Giovani e di altre associazioni giovanili. La collaborazione con le Istituzioni è necessaria e di fondamentale importanza: ma ci sono casi nei quali è opportuno anche ragionare autonomamente. La manifestazione di sabato, organizzata dal Gruppo di Discussione Facebook “DIFENDIAMO LE NOSTRE STRUTTURE SANITARIE” e da Pietro Greco non era “contro” qualcuno o qualcosa, e non era partitica. Era semplicemente un momento aggregativo in difesa della Sanità del Vallo di Diano. È vero che quando si è giovani i problemi legati alla Sanità sembrano forse meno pressanti di quelli legati all’Ambiente, ed anche in prospettiva futura la maggior parte dei giovani andranno via. Ma certamente tutti i giovani del Vallo di Diano hanno genitori, nonni, familiari che tutti i giorni sono alle prese con i problemi legati alla salute, e toccano con mano le carenze dell’Ospedale di Polla e delle strutture territoriali, e avrebbero volentieri preso parte ad un evento per difendere la Sanità, anche senza sindaci e politici che parlano dal palco.

Cari giovani, ovviamente non siete stati coinvolti, e forse dovreste chiedervi perché. Magari per darvi una risposta potreste trascorrere qualche ora all’Ospedale San Carlo di Potenza, o a quello di Rionero In Vulture o di Lagonegro, ma anche a Vallo della Lucania piuttosto che al Cardarelli a Napoli o al Gemelli di Roma. Vi sembrerà di essere nel Vallo di Diano.

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1 Response

  1. Teresa scrive:

    Ottima analisi.. ed è proprio sull’ultima riflessione che mi voglio soffermare: come mai i giovani non sono stati coinvolti? Posso fare una riflessione da giovane, attiva nel sociale per passione personale, intellettualmente libera, organizzatrice e promotrice di un comitato a difesa dell’ospedale già da un anno e mezzo insieme ad altri giovani e meno giovani. Come mai non siamo stati coinvolti? Come mai ci si accusa di cosa abbiamo detto o non detto , fatto o non fatto senza prima avercelo chiesto e quindi senza saperlo? Come mai si vuole costituire un’altra associazione a difesa dell’ospedale in nome dell’unità? Il comitato CURO c’era alla manifestazione ma è chiaro che si parla bene e si razzola male perché il primo errore politico da evitare è proprio la frammentazione. Allora mi chiedo a che pro si fa tutto questo? Veramente vogliamo accusare i giovani per la loro assenza? Perché non diciamo che ieri non era un flash mob ma la volontà di costituire una nuova associazione? Allora io da giovane, partecipe e libera mi chiedo perché? Perché continuano a tagliare le gambe ai giovani che decidono di restare e lottare per questo territorio? P.s.: Credo che i giovani vengono attratti da altri giovani.

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