Riaperta a Sanza una chiesa del XVII secolo abbandonata da 50 anni. Esposito: “Iniziativa per il bene comune”

Dopo sessant’anni, è stata riaperta a Sanza la Cappella di Santa Maria di Costantinopoli a Santa Brigida. Il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito, accompagnato dai consiglieri comunali di maggioranza ha provveduto alla riapertura della chiesetta, abbandonata e fatiscente, nel cuore del centro storico. Un’ordinanza sindacale alla base del provvedimento che nei prossimi giorni sarà applicato anche ad altre strutture di proprietà privata abbandonate e pericolose per la pubblica incolumità, ha consentito la rimozione del muro che ostruiva l’accesso al portale di ingresso della chiesetta posta dinanzi il palazzo baronale dei Campolongo. L’antica chiesetta, del XVII secolo era stata interdetta al culto da oltre un secolo. Negli anni ’60, già abbandonata da tempo, l’allora sindaco Felice Arenare, ne fece murare l’ingresso.  “E’ il primo provvedimento che adottiamo e che sarà esteso a tutti i fabbricati abbandonati nel centro storico che rischiano di essere un pericolo per l’incolumità dei cittadini – ha riferito il sindaco Esposito – ora provvederemo alla messa in sicurezza del sito e poi successivamente con la collaborazione della famiglia Bonomo, alla riqualificazione. Ridaremo vita a questa chiesetta facendola diventare un luogo di cultura e di incontri. Mostre, convegni, saranno la linfa vitale di questo luogo abbandonato da oltre un secolo. Il nostro paese deve cambiare marcia, questo per noi è un imperativo categorico. Ai cittadini chiediamo il massimo della collaborazione”.

La famiglia Bonomo di Sanza ha fatto sapere che “nel gennaio 1975 l’allora amministrazione emise un’ordinanza – Prot. N. 162 del 21.1.1975 – con la quale disponeva che ‘i proprietari dello stabile (Cappella di Santa Maria di Costantinopoli) lo abbattessero per motivi igienici e di sicurezza pubblica’. La vicenda si concluse con la messa in sicurezza dello stabile al quale venne, in quell’occasione, murato l’ingresso, il tutto a cura e spese dei proprietari”. Un ulteriore chiarimento sulla vicenda è stato chiesto al Comune di Sanza, nella figura del sindaco Esposito che ha chiarito come sia in atto un’interlocuzione con la famiglia Bonomo al fine di una proficua collaborazione. “Non è nostra intenzione togliere nulla a nessuno; ciò che ci preme è risolvere il problema igienico-sanitario del luogo, mettere in sicurezza il sito e, se vi è la volontà, renderlo fruibile ai cittadini”,.ha affermato il sindaco Esposito.

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1 Response

  1. fabrizio scrive:

    un luogo di cultura e di incontri? Mostre, convegni, saranno la linfa vitale di questo luogo abbandonato da oltre un secolo: dunque non una Chiesa, che invece è luogo di culto e di preghiera. Niente di male in tutto questo, anzi. Ma andava spiegato.

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