Fritture e fratture nel Pd del Vallo di Diano tra elezioni e una unione territoriale che non c’è (mai stata)

La corsa alla candidatura per le prossime elezioni del 4 marzo ha messo in evidenza – laddove ce ne fosse stato bisogno – di una divisione atavica del territorio valdianese. Una divisione politica che sembra essere elemento cardine del Dna del centrosinistra del comprensorio. Ancora una volta, ancora di più, senza che il passato abbia insegnato alcunché. Ancora una volta, ancora di più, alla fine è l’erba del politico vicino a essere sempre più verde. La scelta dei candidati, possibili candidati, del Pd per la prossima tornata elettorale, ha di nuovo messo in evidenza questa situazione. Una situazione che però non va letta solo e solamente per la candidatura ma che va a incorniciare una realtà ben più grave dove alla fine chi esce sempre sconfitto è il Vallo di Diano e la sua popolazione. Dalla decisione dei collegi elettorali una possibile candidatura valdianese del Partito democratico era stata identificata in Tommaso Pellegrino, presidente del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Ipotesi ancora fattibile. Un nome che, almeno inizialmente e almeno sulla carta, poteva unire le anime del Pd del territorio. Mai prima impressione fu così sbagliata. Proprio all’interno del Pd valdianese c’è chi ha subito spinto verso Franco Alfieri, uomo forte di De Luca e del Pd cilentano. Sia con azioni evidenti, vedi Paolo Imparato con incontri a Padula, sia chi sottotraccia. E proprio queste azioni hanno scatenato una sorta di lite interna al Pd valdianese, tra amministratori amici che amici non sono. Si racconta di una telefonata infuocata, ad esempio, tra Annunziata e Pellegrino (per dirne una). Una frittura, quella di Alfieri, indigesta per il Vallo di Diano. Un nuovo esempio di come i politici del Vallo di Diano pensino in modo individuale,  alla singola carica, alla futile nomina senza mai, mai, guardare un interesse globale. E mentre si litiga per una poltrona nel Consorzio di Bonifica, o di un scranno al consiglio provinciale o peggio per una “ospitata” in più in qualche salotto buono della politica cilentana, il territorio viene depauperato e scippato ogni giorni. Sempre di più.

Notizia letta 1719 volte

1 Response

  1. Roberto De Luca scrive:

    Per contribuire alla discussione sulla rappresentanza politica del Vallo di Diano. Grato dell’ospitalità.

    https://robertodeluca.blogspot.it/2018/01/i-rischi-di-un-unanimismo-territoriale.html

Rispondi a Roberto De Luca Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>