Vallo di Diano, c’era una volta la questione morale?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Certo, di questi tempi, è facile e ricorrente puntare l’indice contro presunti comportamenti scorretti degli altri, quasi sempre in modo vigliacco e sussurrato. Spesso gli attacchi arrivano anche con l’ausilio dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, in particolare dei social network: moderni cantori della rettitudine e dell’etica pontificano su Facebook o sui gruppi di Whatsapp contro questo o quello, dimenticando di esercitare un minimo di attenzione ad un preventivo esame di coscienza.

collage questione morale vallo

“Distruggi la reputazione del tuo nemico”: sembra essere questo l’obiettivo di violenti attacchi spesso dettati da antipatie e invidie, se non da interessi personali. Detto questo però gli avvenimenti delle ultime settimane impongono l’inizio una riflessione ampia e generale sulla questione morale nel Vallo di Diano, un tema che sembra seppellito e dimenticato. Gli esempi sono tanti: certo c’è il dossier di 1300 pagine consegnato da Mangiacapra alla Curia di Napoli, nel quale sono documentati comportamenti scandalosi di 50 preti gay, dei quali ben 7 sarebbero della Diocesi di Teggiano Policastro. Nulla di rilevante penalmente, ma di certo si tratta di comportamenti che -come ha chiarito lo stesso vescovo Antonio De Luca- comportano da parte della Chiesa “l’obbligo anche di riconoscere sbagli, errori, opache testimonianze, e richiesta di perdono” per “riportare la bellezza della fedeltà sul volto della nostra chiesa”. Ma il tema della questione morale nel Vallo di Diano è riportato sotto i riflettori anche da recenti notizie di cronaca. Come le operazioni della Guardia di Finanza che hanno portato alla luce ben 120 milioni di base imponibile sottratta a tassazione da parte di un imprenditore valdianese, o il contributo pubblico di 200 mila euro che sarebbe stato intascato illecitamente da altre 6 persone, senza portare a compimento il progetto per il quale erano stati erogati. Episodi significativi, che fanno temere di trovarsi soltanto davanti alla punta di un Iceberg. Perché la tendenza in atto è evidenziata anche da altri episodi, come le slot machine irregolari in un circolo sociale, o l’accanimento senza motivo contro un anziano a Sala Consilina. E tanti altri. Certo possiamo continuare a nascondere la testa, etichettandoli appunto come episodi circoscritti, o magari accuse ingiuste contro persone innocenti. O pensare che in fondo non è così rilevante, che “così fan tutti”. Oppure possiamo interrogarci e aprire una discussione più ampia, cercare di capire che fine ha fatto la questione morale nel nostro Vallo di Diano. Ovviamente senza puntare il dito contro nessuno, ma guadandoci prima di tutto allo specchio.

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