Morte di Maria Dorotea di Sia. Nuovo appello del padre: “Chiediamo che venga fissata la data di appello”

A oltre due anni e mezzo dalla sentenza di primo grado nei confronti di Pantaleo D’Addato accusato della morte di Maria Dorotea di Sia, avvenuta nel maggio del 2014 a Bisceglie ancora non si hanno notizie sull’appello. La ragazza salernitana era a bordo dell’auto guidata da D’Addato che si andò a schiantare contro un pilastro. Nel dicembre del 2015 il conducente fu condannato in primo grado per omicidio colposo a tre anni per guida in stato di ebbrezza, sotto effetto di sostanze stupefacenti e per l’altra velocità della sua Audi A6. Una sentenza che non ha mai convinto il padre di Maria Dorotea, Donato. Il rappresentante di commercio, di Auletta, ma da tempo residente a San Giovanni a Piro, tutelato dall’avvocato Michele Galiano, ha sollecitato per il ricorso avverso la sentenza di primo grado. Ma da allora la Corte di Appello di Bari non ha mai fissato alcuna data. Durante la quarta edizione del “Doroty Dream Day” il contest fotografico legato al ricordo Maria Dorotea, giovane artista di Policastro Bussentino, la famiglia Di Sia ha rinnovato l’appello per la ripresa del processo. L’avvocato Galiano ha recentemente presentato una istanza per avere delucidazioni sullo stato del processo. “Sono il padre di Maria Dorotea – si legge sull’istanza e in un recentissimo appello – chiedo chiarimenti in merito all’appello presentato su nostra sollecitazione dal pubblico ministero alla corte di appello di Bari competente”. Il ricorso è stato presentato – secondo quanto sostenuto dal genitore – per “condanna lieve e non adeguata al reato commesso”. “Non mi spiego una pena così lieve – ha sempre detto Donato – considerando l’abuso di sostanze stupefacenti, l’uso alcol, l’alta velocità in un centro urbano, i precedenti specifici di D’Addato e soprattutto nessun pentimento da parte sua e dei suoi familiari”. Per questo motivo ancora una volta la famiglia dell’artista salernitana rinnova l’appello alla fissazione del processo di appello e al prosieguo del processo.

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