Fonderie Pisano, processo Chernobyl, Terna e petrolio nel Vallo di Diano: il pensiero del ministro Costa

Fonderie, Processo Chernobyl, Terna, trivellazioni e uno scrigno da custodire. Il ministro Sergio Costa ha toccato diversi argomenti nell’intervista rilasciata a Italia2tv. Uno scudo sul territorio e sui parchi nazionali, questo sembra emergere dalle parole del generale. Sul processo Chernobyl ha garantito che gli ecoreati saranno perseguiti e si eviterà – non nel caso specifico – la prescrizione.

La Giornata per la Custodia del Creato è stata organizzata, nell’incantevole scenario della Certosa di San Lorenzo. Quattrocento francescani dell’Ordine Secolare, sono giunte  in una delle strutture più suggestive del patrimonio artistico e architettonico della Campania e d’Italia.
Il tema scelto per l’annuale appuntamento dell’Ordine Francescano Secolare della Campania e della Gioventù Francescana Campania-Basilicata, è stato “Alla Scoperta del Creato. Per testimoniare la Speranza”, aderendo così al carisma di San Francesco e in sintonia con l’impegno pastorale annuale della Diocesi di Teggiano-Policastro, che ha ospitato l’iniziativa.
La giornata di riflessione e conoscenza del territorio si è aperta coi saluti di Antonio Nappi Ministro Regionale dell’OFS della Campania, che ha introdotto i lavori della tavola rotonda.
La famiglia francescana è da sempre impegnata sul fronte del rispetto ambientale, partendo dalla quotidianità, dal rispetto delle risorse al riutilizzo dei beni.
La Giornata è entrata nel vivo con l’intervento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, Generale dell’Arma dei Carabinieri, il cui nome è strettamente legato alla Terra dei Fuochi. Fu il generale Costa a far luce sullo smaltimento di rifiuti tossici, nell’area tra le province di Caserta e Napoli. Le linee guida del suo Ministero si fondano sull‘Enciclica “Laudato sii” di papa Francesco. Il Ministro ha portato la sua esperienza cristiana e carismatica della famiglia gesuita. Tutelare un dono che viene da Dio, il Creato, è lo stesso compito che un Ministro della Repubblica ha: chiamato a tutelare un territorio e chi lo vive. L’enciclica papale indica il come si fa a tutelare. Sergio Costa ha portato la sua esperienza di investigatore nella cintura della Terra dei fuochi, che non prescinde dal suo ruolo istituzionale. Laici e cristiani non hanno ruoli diversi nel preservare il territorio. Le risposte al bisogno del territorio sono nel lavoro congiunto tra chi vive il territorio e chi deve dare soluzioni.
Il ministro Costa non ha mancato di accennare al dramma dei migranti e al progetto che intende realizzare per la fascia africana del Sael, la cintura del nord Africa, che sta soffrendo una grave aggressione ambientale. “I migranti non vogliono venire in Europa, ha detto il Ministro, sono spinti dalle condizioni climatiche che si stanno configurando in quei territori”. Per questo motivo, Sergio Costa, attingendo ai fondi, che già ci sono grazie all’emissione trading, il sistema di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra per i paesi dell’Unione Europea che consente a un Paese industrializzato di vendere ad un altro i diritti in eccesso che derivano da una riduzione delle proprie emissioni oltre la soglia sulla quale si è impegnato in base al protocollo di Kyoto. “Le aziende italiane, ha proseguito il ministro, hanno il know how necessario, per quello che concerne la produzione di energia pulita, per consentire alle popolazioni del Sael di opporsi alla desertificazione e costruire un sistema di pozzi che consenta di implementare il sistema economico agricolo”.
“Abbiamo bisogno di una nuova fraternità ambientale, ha concluso il Generale Costa, siamo fratelli perché dobbiamo tenere in debita considerazione l’altro, ovvero salvaguardarlo”
Ha coordinato l’incontro mattutino Filomena Chiappardo, Assessore alla Cultura del Comune di Padula.
Sono intervenuti Paolo Imparato Sindaco di Padula, che si è fatto portavoce delle criticità del territorio, soprattutto ha chiesto di scongiurare lo scempio ambientale che proverebbe da trivellazioni per la ricerca di petrolio e l’installazione di centrali elettriche. Don Giuseppe Radesca, Vicario Generale Diocesi di Teggiano-Policastro, a cui è affidata la riflessione su un tema caro alla famiglia francescana: “Testimoniare la Speranza nella prospettiva della Laudato Sii”, l’Enciclica del 2015 promulgata da Papa Francesco, per la cura della casa comune.

Già nel 2013 i francescani campani, sottoscrivendo la Carta di Procida, manifestarono l’impegno a promuovere la conoscenza e tutela dei beni ambientali; diffondere la cultura del rispetto e della cura dell’ambiente; favorire la diffusione di stili di vita sobri e rispettosi degli equilibri ecologici. A Padula, con la famiglia francescana, l’amministrazione, il forum dei giovani, le associazioni hanno sottoscritto l’impegno comune per “Sora nostra matre terra”, per adottare uno stile di vita teso alla cura e alla conservazione del Creato, o più laicamente, del nostro pianeta.

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