Sala Consilina (SA): Anziano truffato con una finta donazione. I Carabinieri hanno identificato i responsabili.

Sala Consilina – Fratello e sorella, entrambi di origini siciliane sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della stazione di Sala Consilina per una truffa commessa ai danni di un pensionato del posto al quale avevano portato via la somma di diecimila Euro in contanti. L’episodio risale al mese di gennaio quando l’anziano signore, residente nella popolosa frazione di Trinità era stato contattato da fratello e sorella che nella messinscena si erano finti “uomini” di affari particolarmente ricchi e avevano fatto credere alla loro vittima di aver avuto il compito di gestire la donazione ad una fondazione di un importo pari a 100mila Euro. Hanno così proposto al malcapitato di gestire lui i soldi della donazione, ma per farlo sarebbe stato necessario adempire ad alcune formalità burocratiche davanti ad un notaio e anticipare il dieci per cento della somma della donazione, ossia diecimila Euro. L’anziano signore si è convinto così che la storia era vera e senza esitare è andato a casa ed ha preso i diecimila Euro in contanti con i quali poi andare dal notaio per formalizzare il passaggio di “gestione” della donazione. Il pensionato con i soldi messi all’interno di una busta che aveva nella tasca del giaccone è salito sull’auto di chi gli aveva proposto l’affare e nell’auto la ragazza, vestita con abiti particolarmente succinti e con un’ampia scollatura è riuscita a distrarre la vittima e a sfilargli dalla tasca senza che se ne accorgesse la busta con i contanti. Con la scusa poi di dover andare a fare delle fotocopie hanno fatto scendere il pensionato dall’auto dicendogli che dopo pochi minuti sarebbero tornati e sono spariti. Il truffato ha denunciato tutto ai Carabinieri ed il luogotenente Cono Cimino e i suoi uomini grazie ai filmati girati da alcuni impianti di videosorveglianza e ad alcuni numeri della targa dell’auto dei malviventi sono riusciti in poche settimane ad identificarli e assicurarli alla giustizia.

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