Salerno: chiusura dell’emergenza umanitaria Nord-Africa, i migranti lasciano le strutture di accoglienza.

Secondo il piano operativo definito in Prefettura, in linea con le indicazioni del Ministero dell’Interno e con le intese raggiunte in sede di tavolo di coordinamento regionale, sono state utilmente completate le attività volte a favorire i percorsi di uscita dalle strutture di accoglienza della provincia di Salerno dei 285 cittadini extracomunitari ivi ospitati da circa due anni a seguito dell’emergenza umanitaria Nord-Africa.  Il Prefetto Pantalone sottolinea come, grazie alla collaborazione ed alla sinergia tra tutti  gli enti coinvolti – Prefettura, Questura, associazioni di settore, e con l’ausilio dell’Arma dei Carabinieri – sono state espletate con successo tutte le procedure presso le 14 strutture ubicate in diversi centri del territorio provinciale. Ai migranti che hanno lasciato il regime di accoglienza è stato corrisposto un contributo straordinario di 500 euro pro-capite previsto dal Ministero dell’Interno quale misura di accompagnamento all’uscita, unitamente ai titoli di viaggio ed ai permessi di soggiorno per motivi umanitari. Allo stato sono ancora presenti nei centri di accoglienza della provincia 17 migranti, che vi permarranno ancora per pochi giorni, il tempo necessario per il disbrigo delle pratiche amministrative finalizzate al rilascio del permesso di soggiorno. Per 47 cittadini extracomunitari invece, continua l’ospitalità in quanto trattasi di soggetti “vulnerabili”, ossia componenti di nuclei familiari con minori, donne in gravidanza, famiglie monoparentali, migranti con problemi di salute. Per costoro continueranno le misure di assistenza anche con la condivisione degli enti locali e l’inserimento nel circuito dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Le associazioni di volontariato che hanno operato sul territorio provinciale, oltre alla      Caritas che ha gestito la maggior parte dei cittadini stranieri, sono: “ Il sentiero”, “Tertium Millennium”, “Omnic”, “G.O.P.I.” e “Gruppo Family srl” che, sia nella gestione dell’accoglienza che nella fase della chiusura delle strutture, hanno fornito un prezioso e fattivo contributo di solidarietà.

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