Scafati (Sa) : precisazioni del Direttore Generale sulla situazione dell’Ospedale di Scafati

Antonio Squillante ASL SALERNO
Antonio Squillante ASL SALERNO

In riferimento alle affermazioni del rieletto sindaco di Scafati Pasquale Aliberti apparse sugli organi d’informazione riguardanti l’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati, il direttore generale Antonio Squillante, precisa: “Ho più volte ribadito il mio impegno per la riapertura dell’ospedale “Scarlato”, specificando che tale plesso rientra tra gli interventi prioritari identificati nel piano di investimenti. Per l’ospedale sono stati  effettuati lavori di riconversione della struttura ad indirizzo riabilitativo, con interventi finalizzati all’adeguamento impiantistico ed a quello funzionale degli spazi. Sono stati eseguiti, inoltre, interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.  Mi preme ribadire, inoltre,  alla cittadinanza e agli utenti che i tempi per l’apertura non sono stati e non saranno condizionati da alcuna pressione politica, ma sono ispirati all’interesse pubblico e alla sicurezza delle prestazioni che saranno erogate. Apriremo il Presidio ospedaliero a prescindere dalle forze politiche presenti, lo avrei fatto, anche se il sindaco di Scafati si fosse chiamato “Ridolini”. E’ avvilente che si utilizzano sempre gli stessi argomenti per fini provocatori, anzi direi diffamatori. Mi si accusa di penalizzare una città perché guidato dall’odio e dall’invidia verso il sindaco. Mi preme precisare che non provo nessun sentimento di invidia verso il nuovo sindaco, a cui faccio i miei auguri per questo nuovo mandato elettorale, nel contempo lo invito a non utilizzare toni minacciosi perché non mi spaventano le minacce, né agisco per paura di essere sostituito. Sono un servitore della comunità non di una parte politica, né avversa, né favorevole al sindaco. Se il primo cittadino scafatese vuole “scassare’’ tutto sul piano politico, sono sue personali scelte. Io continuerò a fare il mio lavoro e a tutelare l’interesse di tutti, non del singolo. Relativamente alla richiesta di incontro, fermo restando che al momento per le vie ufficiali non mi è pervenuta alcuna richiesta, gli comunico che, purtroppo, non potrò riceverlo nelle prossime ore perché non mi ritengo un suo segretario. Impegni già assunti non mi consentono di aderire alla richiesta. Se chiede la mia testa, gli farò pervenire una fotografia. Sul tema ho detto tutto, non risponderò a successive provocazioni per cui  ritengo che ulteriori approfondimenti debbano avere luogo nelle competenti sedi con incontri da programmare. E per tempo”.

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