Sala Consilina (SA): il Tribunale chiude i battenti. La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso degli avvocati salesi.

È ufficiale: il tribunale di Sala Consilina dal prossimo 13 settembre sarà soppresso e accorpato a quello di Lagonegro dove saranno trasferiti tutti gli uffici. La Corte Costituzionale nella serata di ieri ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati del foro di Sala Consilina che avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge 148 del 2011 e dei decreti legislativi 155 e 156 del 2012 che hanno portato alla soppressione di 31 piccoli tribunali in tutta Italia nell’ambito di un progetto di revisione della geografia giudiziaria che sulla carta dovrebbe portare ad un risparmio di spesa e ad uno snellimento della macchina della giustizia. Con uno scarno comunicato stampa pubblicato ieri sera sul sito internet della Corte Costituzionale è stata resa nota la decisione adottata dai giudici del Palazzo della Consulta. «La Corte costituzionale – si legge nella nota ufficiale diramata ieri sera- ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Pinerolo, di Alba, di Sala Consilina, di Montepulciano e di Sulmona con le ordinanze di rimessione esaminate all’udienza pubblica del 2 luglio 2013 ed alla camera di consiglio del 3 luglio 2013». Immediate le reazioni da parte di esponenti del mondo dell’avvocatura salese e dell’amministrazione del comune che da decenni è stato sede di tribunale. «Rimaniamo senza parole per questa sentenza assurda – ha dichiarato il vicesindaco di Sala Consilina Domenico Cartolano che tra l’altro nella vita svolge anche la professione di avvocato – con questa sentenza è stata messa sotto i piedi la Costituzione e tutto ciò è accaduto grazie alla regia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha fatto continue pressioni affichè la legge non venisse modificata». Amarezza e delusione è stata espressa dal presidente dell’ordine forense di Sala Consilina Michele Marcone «Non ho parole – ha detto Marcone appena appresa la notizia – oggi, come ha detto il professor Acquarone che ha difeso le nostre ragioni ieri davanti alla Corte, è stata stracciata la Costituzione». «Abbiamo percorso tutte le strade possibili – ha dichiarato l’avvocato Francesco Di Paolo delegato dell’Organizzazione Unitaria dell’Avvocatura – ora l’unica speranza è un intervento della politica»

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