Viggiano (PZ): aria nauseante nei pressi del Centro Oli. Botta e risposta tra Ola Ambientalista ed Eni.

Nei giorni scorsi, numerosi cittadini di Viaggiano, che abitano nei presi del centro olio ENI, attraverso la Ola Ambientalista, Organizzazione lucana Ambientalista, hanno segnalato la presenza di area irrespirabile che procura disagi e persino nausea, in particolar modo nelle  contrade Paschiere e Vigne. L’organizzazione Ambientalista ha quindi chiesto, anche per conto dei cittadini, chiarimenti ai vertici dell’Arpab e all’ Osservatorio Ambientale di Marsico Nuovo, sui  dati rilevati alla qualità dell’aria in merito alle ultime settimane, mentre ha interrogato la Regione Basilicata e il comune di Viggiano sull’operatività o meno del piano di emergenza e di evacuazione esterno al centro olio. Ma prima che gli enti interpellati rispondessero, la Eni è intervenuta sulla vicenda. “In relazione ad alcune informazioni diffuse ai media circa cattivi odori nell’area circostante il Centro Olio Val d’Agri, Eni comunica che il Centro Olio Val d’Agri di Viggiano ha operato regolarmente per tutta la giornata del 18 luglio, così come nei giorni precedenti. Eni ribadisce che non si è verificato alcun tipo di anomalia presso i propri impianti, come anche attestato da un sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco nella mattina del 18 luglio.I dati di qualità dell’aria registrati dalle centraline di monitoraggio riportano valori largamente al di sotto dei limiti di legge” Una replica che per la Ola, è “generica ed evasiva e non consente possibili valutazioni e confronti sui dati sull’inquinamento dell’aria i cui valori restano ignoti”. “Nonostante le domande fossero state rivolte ad Arpab e Osservatorio Ambientale di Marsico Nuovo,  si legge  sul portale dell’organizzazione, ENI si è affrettata ad anticipare la risposta alla Ola, ingenerando il dubbio che le istituzioni non siano in grado di fornire i dati nonostante l’ENI abbia trasferito la gestione delle centraline all’Arpab.Questo ennesimo episodio, dichiara ancora la Ola,  evidenzia un comportamento poco chiaro e trasparente, circa la titolarità e validazione dei dati dei monitoraggi ambientali effettuati in Val d’Agri e nell’area industriale di Viggiano con organismi pubblici, come l’osservatorio ambientale di Marsico Nuovo, molto impegnati nella convegnistica ma poco attenti al lavoro quotidiano effettuato sul campo”.

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