Legambiente: Goletta Verde. In Campania la depurazione ancora in crisi.

La Regione Campania, sul fronte depurazione, non risulta ancora pronta, nonostante si accinga ad investire oltre 500 milioni di euro proprio per la tutela delle acque. E’ questa la  sintesi dei dati resi noti da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che ha fatto tappa in Campania oltre che per verificare lo stato di salute del mare, anche per puntare l’attenzione sulla cementificazione delle coste e il consumo di suolo. Ben 19 punti sui 31 monitorati da Goletta Verde hanno evidenziato la presenza di scarichi non trattati adeguatamente con presenze di valori di Escherichia coli e enterococchi intestinali al di sopra dei valori consentiti dalla normativa vigente. Per quattordici di questi il giudizio è stato di “fortemente inquinato”. Legambiente chiede quindi alla Regione di attivarsi immediatamente per avviare  i servizi idrici integrati. “Il monitoraggio eseguito dai tecnici di Legambiente in Campania ha messo in evidenza la presenza di scarichi non depurati provenienti sia dai centri costieri che da quelli dell’entroterra  che giungono a mare attraverso le foci dei fiumi, dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente . A ciò va aggiunto che manca ancora oggi l’atto legislativo regionale di riorganizzazione dei servizi idrici che lo Stato ha demandato alle regioni con la soppressione degli Enti d’Ambito Territoriale Ottimale al 2012. In provincia di Salerno, sono risultati fuorilegge otto campionamenti sugli undici eseguiti. A preoccupare, inoltre,  sono anche i dati sulla efficacia dei sistemi di depurazione che evidenziano forti carenze, tanto da far includere diversi comprensori campani nel novero di quelli che nel 2009 hanno portato l’Italia ad incorrere nella procedura di infrazione comunitaria e alla successiva condanna nel 2012 per il mancato o non corretto adeguamento dei sistemi di raccolta e trattamento degli scarichi.

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