Sala Consilina (SA): le lamentele del Presidente del Consiglio d’Istituto del Comprensivo “G. Camera”, Carlo Maucioni.

Riceviamo e pubblichiamo:

Al Direttore Generale
Ufficio Scolastico Regionale per la Campania
Diego Bouché

e per conoscenza Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Maria Chiara Carrozza

Al Dirigente
Ufficio XV – Ambito Territoriale per la Provincia di
Salerno
Renato Pagliara

Al Sindaco di Sala Consilina
Gaetano Ferrari

Sono il Presidente del Consiglio d’Istituto del Comprensivo “G. Camera” di Sala Consilina, in provincia di Salerno, e, con profondo rammarico e gravissima preoccupazione, devo constatare che alla data odierna la nostra scuola è ancora priva di Dirigente. Nella medesima condizione è l’altro Istituto Comprensivo cittadino “Sala Consilina”. Ad oggi, nella nostra cittadina vi è il solo Dirigente Scolastico dell’Istituto di’Istruzione Superiore “M.T. Cicerone”, che raggruppa tre scuole superiori. Tutto questo a soli dieci giorni dall’apertura dell’anno scolastico. La tempistica è, purtroppo, la stessa degli ultimi anni, con prevedibili e gravissime ripercussioni sull’organizzazione delle attività scolastiche – dalla formazione delle classi prime all’assegnazione dei docenti alle classi e così via – attività compresse nei pochissimi giorni che resteranno dalla nomina dei reggenti all’avvio delle attività didattiche. Tra l’altro, l’assenza dei dirigenti scolastici ha vanificato anche il recente, lodevole, tentativo dell’amministrazione comunale di coordinare, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, i tempi scolastici ai tempi della città in ordine alla possibilità di anticipo dell’inizio delle attività didattiche e alla previsione di giorni di chiusura delle scuole nel corso dell’anno, nel rispetto del limite minimo di 200 giorni di didattica. Il fallito coordinamento tra ente locale e scuole per la mancanza dei dirigenti dei due istituti comprensivi fa sì che anche per l’anno 2013-2014 le scuole cittadine procederanno in ordine sparso circa l’apertura delle aule (che all’Ist. Comp. Sala Consilina si apriranno il 12 settembre, all’Ist. Comp. Camera il 16, all’Ist. Istr. Sup. Cicerone non si sa); inoltre con buona pace dei tentativi della comunità cittadina di ricostituirsi riconoscendosi intorno ad elementi identitari rappresentati, ad esempio, dalle forti e radicate tradizioni del 28 settembre legate al culto del Santo Patrono San Michele, giorno ad oggi di regolare attività didattica, nonostante l’invito alla chiusura proveniente dall’amministrazione comunale e dalle famiglie. Ma questo è il male minore. Oltre alle gravissime ripercussioni sull’organizzazione delle attività scolastiche cui s’è già fatto cenno, uno dei mali maggiori che conseguono al ritardo nelle nomine dei dirigenti scolastici, è il vivo senso di grande lontananza dello Stato dalle comunità locali, delle articolazioni periferiche dello Stato centrale dai territori e, quindi, dalla gente. Questa percezione è tanto più viva in questo preciso momento storico, nella città di Sala Consilina, perché la mancanza dei dirigenti scolastici, ovvero di una importante articolazione dello Stato, si aggiunge alla soppressione del tribunale che si sta consumando proprio in questi giorni. Peraltro, rimanendo in ambito scolastico, c’è da registrare la mancata formazione della classe prima del liceo musicale, il cui codice meccanografico è stato assegnato sia all’I.I.S. Cicerone di Sala Consilina sia all’I.I.S. Leto di Teggiano – che dista soli 5 km da Sala Consilina – salvo poi a cancellare quest’ultimo, con conseguente dispersione degli iscritti e, quindi, mancata formazione della classe presso il sopravvissuto (sulla carta) liceo musicale di Sala Consilina e mancata concessione di deroga per garantire ai sia pur pochi iscritti il loro diritto di scelta. Inoltre, in città si è diffusa la notizia secondo la quale non sarebbe stata autorizzata la formazione della prima classe dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Sala Consilina, per carenza di iscrizioni. La decisione sarebbe motivata dal fatto che gli iscritti sarebbero solo venti e non venticinque. Questo calcolo ragionieristico provocherebbe non solo la mancata formazione della prima classe ma, di fatto, la chiusura dell’istituto, non più alimentato da iscrizioni, a dispetto delle pari opportunità d’istruzione di quei venti alunni e della vocazione agricola del territorio. Infine, un mero calcolo ragionieristico non consentirebbe la formazione di una seconda classe prima presso la sede distaccata di Trinità (frazione di Sala Consilina) della scuola media inferiore, con la tragica conseguenza che se ne formerebbe soltanto una di ben trenta alunni, a dispetto del loro diritto ad una istruzione di qualità. La percezione della lontananza dello Stato che da tutte queste situazioni se ne trae è perniciosa per la tenuta democratica del Paese e per la fiducia nelle istituzioni che si dimostrano incapaci di assicurare pieno godimento, in questo caso, di un diritto fondamentale quale il diritto all’istruzione. Se l’Onorevole Ministro dovesse decidere di fare visita alle nostre scuole e dare un segnale di vicinanza ed attenzione per le istanze che partono da questa lontana periferia, sarebbe un grande onore per la nostra comunità riceverla e discutere di quanto fin qui esposto ed altro ancora. A tal fine, sicuro anche di interpretare il sentimento del sig. Sindaco di Sala Consilina e, per il suo tramite, di tutta la comunità scolastica cittadina, mi permetto di rivolgere invito in tal senso all’Onorevole Ministro. Ritornando alla stretta attualità della tardata nomina dei dirigenti scolastici dei due istituti comprensivi cittadini, non appare comprensibile perché l’intera procedura che ha portato alla pubblicazione della circolare prot. n. AOODRCA. 6430 del 30 agosto 2013 dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, che fissa il termine del 5 settembre per la presentazione di domande per il conferimento di un incarico di reggenza nelle sedi rimaste vacanti e/o vacanti e disponibili sia su scuole normodimensionate sia su scuole sottodimensionate, non sia stata congruamente anticipata. Non si comprende pur considerando il blocco delle procedure concorsuali per la immissione in ruolo di nuovi dirigenti scolastici, che evidentemente nei desiderata ministeriali avrebbero dovuto e potuto alleviare le problematiche connesse alla carenza di tali figure professionali. Ferma restando l’incondizionata fiducia nella professionalità dei reggenti che verranno, rimane il rammarico per la impossibilità di progettare e delineare un orizzonte culturale, per le nostre scuole, di lungo termine e respiro più ampio di un solo anno scolastico, atteso che i reggenti, in quanto tali e titolari in altra sede, non potranno garantire una presenza quotidiana ed una piena integrazione con la storia delle scuole da essi rette e con la comunità locale. In tali condizioni, ovvero la condizione della reggenza e della temporaneità, è oltremodo difficile che il dirigente possa svolgere una piena funzione di promotore culturale ed intellettuale, al di là delle mere attribuzioni burocratiche e gestionali connesse al ruolo. Quelle qui espresse sono le lamentazioni di chi crede profondamente nella democrazia partecipata, nel confronto e nell’incontro tra la famiglia e la scuola, ovvero le due principali, anche se non esclusive, agenzie educative che promuovono la formazione dei cittadini prossimi venturi. Sono le lamentazioni di chi si sente a pieno titolo in Italia e in Europa, anche se vive nel profondo lembo meridionale della sterminata provincia di Salerno; di chi vuol vedere l’Italia e l’Europa anche sui banchi delle scuole della propria piccola città. Ringrazio dell’attenzione e porgo deferenti saluti e l’augurio di proficuo lavoro per le sorti del nostro Paese e, quindi, di noi tutti.

Carlo Maucioni

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