Padula (SA): chiusi al pubblico molti tesori della Certosa di San Lorenzo.

“Nella cappella del tesoro, dove una volta venivano custoditi ori, argenti e avori, ci sono solo due estintori, barriere improvvisate per impedire l’accesso ai turisti”. Comincia così l’inchiesta a firma di Alessio Fanuzzi, riportata sul quotidiano Il Mattino. Un articolo che ripercorre le numerose stanza e le diverse opere “Chiuse al pubblico”,  di uno dei più belli monumenti italiani: la Certosa di San Lorenzo di Padula. “L’armadio che conteneva i ricchi arredi della Certosa di San Lorenzo è desolatamente vuoto e anche gli affreschi che caratterizzavano la sontuosa decorazione settecentesca sono andati perduti si legge nell’articolo. Le quattro statue recentemente attribuite a Domenico Lemnico e la tela sopra l’altare che raffigura San Bruno e San Lorenzo ai piedi della Vergine col Bambino sono visibili solo da lontano, dalla sala della campane, al di là della cordicella che vieta l’accesso a turisti e visitatori. Poco più in là c’è il refettorio, la massima espressione della vita cenobitica, la sala dove i padri consumavano i pasti comuni nei giorni festivi e in quelli di Quaresima in assoluto silenzio. Tutto off limits, dalle «Nozze di Cana» dipinte a olio su muro da Giuseppe D’Elia nel 1749 ai sessanta stalli in legno con gli schienali riquadrati. Sono tanti – troppi – i tesori negati della Certosa di San Lorenzo, patrimonio dell’Umanità dal 1998, denuncia Fanuzzi, e del resto ci sarà pure un motivo se in sette anni il numero di visitatori s’è più che dimezzato. Di tutte le celle, si  legge ancora nell’articolo,  che ospitavano i padri certosini n’è aperta soltanto una, la numero quattro. Soprattutto, è chiuso al pubblico il chiostro grande, il cuore verde del complesso di Padula, uno dei più estesi d’Europa con i suoi 15mila metri quadrati di superficie”.

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