Ambiente: foreste gestite in modo sostenibile, biodiverdità delle aree agricole. Se ne è discusso a Vallo della Lucania

Quanto vale una foresta gestita in modo sostenibile? Quanto vale il lavoro che gli agricoltori svolgono ogni giorno per mantenere il nostro paesaggio e la biodiversità delle aree agricole ad alto valore naturale? 

Ne hanno discusso oggi a Vallo della Lucania insieme al Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano Alburni Angelo De Vita, che ha introdotto e moderato l’incontro, il Presidente della Comunità del Parco  Antonio Radano, Flavio Meola della Provincia di Salerno, Rosario Aiello della Società WWF Ricerche e Progetti, Davide Marino Coordinatore del Progetto e Presidente del CURSA (Consorzio Universitario Ricerca Socioeconomica e Ambiente), Rossella Guadagno e Pierluca Gaglioppa sempre del CURSA, Luigi Agresti del WWF Italia, il Commissario Straordinario dell’Autorità di Bacino regionale Campania Sud–Sele Stefano Sorvino, Raffaele D’angiolillo Presidente della Sezione Coldiretti di Ascea, Bartolo Scandizzo Presidente del  Consorzio Cilento Incoming T.O., il Presidente dell’Ordine degli Agronomi della Provincia di Salerno Marcello Murino e Angelo Coda Presidente Cilentoturismo.it – Unione delle Associazioni Turistiche del Cilento e Vallo di Diano, al Convegno, che ha fatto seguito ai primi incontri con i portatori di interesse nei tre siti Natura 2000 oggetto delle azioni progettuali per i prossimi due anni: Monti Alburni, Monte della Stella e Balze di Teggiano. Il convegno è stato l’occasione per una prima analisi critica e di dibattito sul possibile modello di governance per i pagamenti dei servizi ecosistemici che è l’oggetto del progetto LIFE+ MGN – Making Good Natura. Obiettivo del progetto LIFE MGN – Making Good Natura è trovare una risposta a queste domande, cercando di definire modelli per una valutazione economica dei servizi forniti dagli ecosistemi; e strumenti utili al loro giusto riconoscimento economico, con il pagamento dei servizi assicurati per il loro  mantenimento. Acqua potabile, legname, risorse medicinali, regolazione della qualità dell’aria, stoccaggio del carbonio, biodiversità, paesaggio, fertilità del suolo, turismo e perfino esperienza spirituale, sono solo alcuni dei servizi che la natura ci offre ogni giorno, silenziosamente e a beneficio delle nostre attività, della nostra salute e il nostro benessere. Questi beni e servizi naturali sono ancora sconosciuti alla maggior parte degli economisti e politici. Il progetto LIFE MGN – Making Good Natura, primo nel suo genere in Italia, ha l’obiettivo di attribuire un valore economico ai servizi forniti dagli ecosistemi con l’intento di ‘tenere in conto’ la natura ed evitare la perdita progressiva di questi benefici, fornendo agli amministratori pubblici e ai gestori delle aree naturali protette soluzioni e strumenti che assicurino la massima efficacia nella conservazione dei beni ambientali. Il Progetto LIFE+ MGN – Making Good Natura, cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Life, coinvolge 21 aree naturali protette d’interesse comunitario in sei Regioni italiane: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Sicilia; ed è realizzato da un gruppo di lavoro formato dal Consorzio Universitario CURSA, capofila del progetto, l’Accademia Europea di Bolzano EURAC, il WWF Italia, la Società WWF Ricerche e Progetti, il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello,la Regione Sicilia ela Regione Lombardia, l’Ente per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Lombardia ERSAF, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Politiche Agricole. Come definito dal Millennium Ecosistem Assessment, i “servizi eco sistemici” sono: “i benefici che le persone ottengono dall’ecosistema”. Distruggere o degradare gli ambienti naturali si traduce in una perdita progressiva dei beni e servizi naturali da cui dipendiamo. Oggi stiamo assistendo al fallimento di un sistema globale di mercato anche perché non è stato finora tenuto in conto il “valore della natura”; vengono ad esempio ancora applicati sussidi economici ad alcune attività agricole o di pesca che incoraggiano e sostengono lo sfruttamento delle risorse senza limiti o la conversione di habitat in sistemi artificiali. I pagamenti per i servizi ecosistemici (PES) sono invece incentivi economici rivolti a soggetti che attraverso certificazioni volontarie, buone pratiche, comunicazione ambientale, promuovono il mantenimento dei servizi ecosistemici e dei benefici che ne derivano.

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