Processo Chernobyl: #dianoinpiena e la verità sui rifiuti, il Vallo Di Diano si riunisce

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Il Vallo Di Diano: un territorio invaso dai rifiuti di incerta natura e una comunità unita e preoccupata per la propria salute. Chernobyl: un processo iniziato male a Salerno il 5 Dicembre con un rinvio della prima udienza al 30 Gennaio per un vizio di forma, il rischio prescrizione e nessuno, in prima udienza, a rappresentare il territorio e i cittadini se non il Codacons del Vallo di Diano, tanto che anche il giudice stupito per il disinteresse avrebbe considerato il processo “già morto”. Le amministrazioni comunali del Vallo Di Diano: poco convinte a istituirsi parte civile, disunite, autocelebrative e un po’ confusionarie. E’ quanto emerso ieri dall’incontro pubblico, promosso dal neo comitato #dianoinpiena, sul Processo Chernobyl sullo sversamento illegale di rifiuti, giunto alla ribalta mediatica dopo le dichiarazioni del pentito Schiavone sulla Terra dei Fuochi. 980mila tonnellate di rifiuti di varia natura, dai fanghi alle scorie radioattive, nei territori della provincia di Napoli, Caserta, Avellino, Benevento, Foggia e Salerno, Vallo Di Diano compreso con i comuni di Sant’Arsenio, Teggiano, San Pietro e San Rufo. Nel processo sono 39 le persone indagate per reati ambientali. Nell’Auditorium di Atena Lucana, ieri, si sono riuniti moltissimi cittadini e amministratori a dibattere con i rappresentanti legali di Legambiente, l’avvocato Vera Sticco e con il vice segretario nazionale del Codacons, l’avv. Enrico Marchetti, interessati direttamente nel processo. Per quest’ultimi tutti i comuni del Vallo Di Diano dovrebbero quanto meno costituirsi parte civile. Quasi una richiesta di aiuto a cui i sindaci, dal palco dell’Auditorium, hanno risposto non proprio con convinta determinazione. Alcuni, vedi Teggiano, hanno chiaramente avanzato dubbi sull’utilità di intervenire: troppi soggetti potrebbero dilatare i tempi del processo. Per l’avv. Marchetti, la presenza massiccia di amministratori nell’aula del processo potrebbe essere decisiva per il vallo di diano. Altri hanno auspicato un prossimo intervento della Comunità Montana, che  già si è costituita parte civile e il 24 Dicembre scorso ed ha anche avviato con l’Università di Salerno una convenzione per l’analisi e il monitoraggio dell’intero territorio del Vallo. Tanta confusione tra gli amministratori. Tante certezze nei cittadini, gli unici a rappresentare unitariamente il Vallo Di Diano: la ricerca della verità perché ad oggi ancora non è dato sapere che tipo di rifiuti sono stati abbandonati nei terreni di Teggiano, San Pietro al Tanagro, Sant’Arsenio e San Rufo.

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