Polla (SA):presentato il comitato “Pro Angelo Rosciano e per la Giustizia, l’amnistia al padiglione San Paolo”

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E’ un grido d’allarme quello lanciato,  a Polla, un appello alla solidarietà, alla pietas, al rispetto della dignità umana e della legge. Il grido è quello delle figlie e della moglie di Angelo Rosciano, cittadino di Polla, detenuto nel padiglione San Paolo del Carcere di Poggioreale di Napoli, che nella loro lotta affinchè il proprio caro continui la sua pena detentiva agli arresti domiciliari, a causa delle gravi condizioni di salute in cui versa, hanno trovato l’appoggio dei Radicali di Salerno, rappresentati nell’incontro a Polla dal Segretario Donato Salzano, degli Onorevoli Pica e Barbirotti  e dei cittadini pollesi e dell’intero territorio.  Angelo Rosciano sta scontando una pena per reati comuni. Ed è giusto che quello stabilito dalla legge sia applicato. Ma Angelo è malato, gravemente. Combatte contro il diabete. Ha perso una gamba,  è a rischio anche l’altra ed ha gravi difficoltà nella vista. Non ha la possibilità, per muoversi dalla cella in cui vive con altre tre persone, anch’esse malate, di utilizzare la protesi né le stampelle. Vive, quindi, su una sedia a rotelle. Ieri, presso la biblioteca comunale di Polla, è stato presentato il Comitato “Pro Angelo Rosciano e per la Giustizia, l’amnistia al padiglione San Paolo”, e l’avvio di una raccolta firme  in nome dei tanti Angelo Rosciano delle carceri italiane ed in nome anche di un giovane , Vincenzo Di Sarlo, anche lui detenuto al Padiglione San Paolo, anch’egli gravemente malato. Salzano ha sottolineato quanto sia importante che l’opinione pubblica spinga a rendere legale il padiglione San Paolo e quanto sia importante, anche attraverso l’invio di cartoline ad Angelo e Vincenzo, far sentire loro, che chi è fuori si sta interessando alla loro condizione. Salzano ha infatti invitato tutti a scrivere alla Casa Circondariale di Napoli, in Via Poggioreale e ad indirizzare le missive alla stanza 4 dove è detenuto Rosciano e alla stanza 14 dove è invece detenuto Di Santo. I commoventi  interventi delle due figlie di Rosciano, hanno reso ancora più chiare le difficili condizioni di salute in cui versa loro padre, il quale da tre mesi assume medicinali diversi da quelli che assumeva mentre era ai domiciliari e che si alimenta con cibi che potrebbero minare la gravità del suo diabete. Entrambe, in attesa della prossima udienza fissata per la fine di gennaio, auspicano in un ritorno del padre agli arresti domiciliari, un ritorno al diritto di Angelo Rosciano ad essere curato in modo appropriato.

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