Sanità: richiesta di Alfieri al TAR “decreto 49/2010 “incostituzionale”. Richiesta avanzata anche dalla CGIL

Il Sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, in rappresentanza del suo comune, tramite l’avv. Elio Cuoco, ha chiesto, ai giudici del Tribunale amministrativo regionale l’incostituzionalità del decreto regionale 49 del 2010, che tra le altre cose ha sancito la chiusura dell’ospedale di Agropoli. Una richiesta avallata da numerosi comuni che circondano la cittadina di Agropoli, tra questi, Laureana, Torchiara, Prignano Cilento, Perdifumo, Cicerale, Giungano, Montecorice, Capaccio e Castellabate. In virtù di questa richiesta, però,  è slittata di una quindicina di giorni la sentenza che dovrebbe sancire la sospensione o addirittura la cancellazione dell’atto che ha decretato la chiusura della struttura sanitaria agropolese. Una richiesta, quella di dichiarare incostituzionale il decreto 49, avanzata, già lo scorso 13 gennaio, anche nel nostro territorio dai componenti RSU della CGIL delle strutture ospedaliere valdianesi. Nel documento i sindacalisti, denunciano come con il decreto in questione, voluto dal Commissario ad Acta, Caldoro, “si sia riformato l’intero impianto strutturale-organizzativo della sanità campana, con conseguenti chiusure di strutture ospedaliere, tagli a servizi essenziali ai cittadini e accorpamenti intraospedalieri delle Unità Operative”. Tutte operazioni definite nel documento “anomale, illegali e illegittime”. In virtù di questo anche la CGIL ritiene che il decreto 49 del 2010, possa definirsi” una legge con profili di illegittimità, perché non rispettosa dei principi ispiratori del dettame costituzionale dell’ex art. 120, secondo comma, poiché tutto fa pensare conclude la nota sindacale, che il ruolo fondamentale del legislatore regionale, garantito dalla Costituzione in materia sanitaria, di fatto sembra sia stato sottratto dal provvedimento commissariale”.

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