Il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha ufficialmente rigettato il progetto dell’ENI di messa in produzione del Pozzo Pergola 1.

Il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha ufficialmente rigettato il progetto dell’ENI di   messa in produzione del Pozzo Pergola 1. Questa è la notizia che arriva dall’Organizzazione lucana  ambientalista. Tanti esperti e geologi hanno espresso il loro parere contrario presentando al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata le “Osservazioni” e le “Opposizioni” alla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presentata dall’ E.N.I. per la realizzazione del pozzo petrolifero Pergola 1 e del relativo oleodotto di collegamento, dimostrando di avere a cuore le sorti della propria terra e di essere cittadini informati e consapevoli, e non sudditi ubbidienti. Hanno messo in risalto e sottolineato a quali rischi sarebbero stati sottoposti i cittadini, “loro sono al servizio del popolo”. Inoltre la Ola ha chiesto anche alla Regione di sospendere in autotutela anche l’autorizzazione al pozzo esplorativo del 2012, “Non si può infatti  ignorare che il progetto presentato di recente da ENI per la “messa in  produzione” del pozzo Pergola 1- fanno sapere da Ola- , giudicato “irricevibile” dall’ufficio  compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione  Basilicata dopo averne dato avviso pubblico,  è per contenuti e finalità  diverso da quello presentato ed approvato dalla stessa Regione nel 2012. ENI in sostanza perforerà comunque un “pozzo produttivo  facendolo passare in modo illegittimo per “pozzo esplorativo, aggirando così le norme ambientali e  sanandolo  “burocraticamente” in  seguito- scrivono nel comunicato i componenti dell’attivo comitato ambientalista. “La richiesta di sospendere in autotutela il parere favorevole  VIA di cui la delibera 554/2012, se accolta, consentirebbe inoltre  alla Regione Basilicata di valutare il progetto “a bocce ferme”,  ovvero di prendere in esame le legittime osservazioni prodotte dai  cittadini e dalle associazioni ed organismi che hanno segnalato da  tempo il rischio di contaminazione delle falde idriche e del delicato  sistema idrogeologico dei bacini Alto Agri-Tanagro -Sele che sta a  cuore a tutti.

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