Basilicata: la Regione come uno spazio democratico, più funzionale e trasparente

Si parte dal presupposto che la Regione sia un irrinunciabile spazio democratico che deve essere più funzionale e trasparente, oltre ad assumere scelte condivise in un contesto di programmazione più ampio. Così il presidente del consiglio regionale Piero Lacorazza nella sua relazione sulla riforma del titolo V in discussione in aula. Per Lacorazza, la regione si pone a tutela dei territori interni e dei piccoli Comuni che rappresentano un presidio essenziale per il territorio e che rischiano di essere emarginati. Nelle previsioni del nuovo Statuto, la Regione come istituzione deve affidarsi ai caratteri di trasparenza, abbattimento dei costi, funzionalità per contribuire a semplificare la vita a cittadini e imprese. In un contesto come quello lucano la Regione è anche l’elemento della perequazione, di una programmazione temperata del territorio, della difesa e della valorizzazione di storia e tradizioni che possono essere modello di sostenibilità. Nessuna positività dunque sulle previsioni di trasformare le regioni in enti di gestione amministrativa. A loro è demandato il compito di mantenere un ruolo legislativo, di programmazione e di tutela del territorio mentre il Senato delle Autonomie deve essere il luogo in cui le istanze dei territori vengono rappresentate e ricomposte in una sintesi unitaria in un organo di rango costituzionale. Una bacchettata all’idea delle macroregioni: più che rivedere i confini amministrativi ,dice Lacorazza, che si facciano scelte condivise in uno spazio di programmazione più ampio pianificando l’uso dei fondi comunitari per la realizzazione di pochi grandi obiettivi infrastrutturali. Nel percorso del nuovo statuto regionale, occorre declinare in maniera compiuta anche i principi di cooperazione con le altre Regioni.

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