Pertosa (SA): Inferno di Dante, “Nessuna frana nelle grotte”. Falsa la notizia della Tappeto Volante

Giorni fa dalle pagine di Facebook è rimbalzata la notizia che le rappresentazioni dell’Inferno di Dante nelle Grotte di Pertosa-Auletta erano state annullate a causa di alcune frane verificatesi all’interno delle grotte. A dare la notizia era stata proprio l’agenzia che organizza lo spettacolo, “Tappeto Volante”, provocando l’annullamento delle numerose prenotazioni dei turisti, con danno anche alle strutture ricettive del Vallo Di Diano, e suscitando soprattutto lo stupore di chi  si occupa da anni e con enorme successo, della gestione del sito speleologico e cioè i componenti de “La Fondazione MIDA” che non avendo avuto alcuna percezione dell’avvenimento franoso, avevano iniziato a dubitare delle proprie capacità sensoriali. Così dopo attenta verifica gli uomini della Fondazione hanno potuto accertare la propria sanità fisica perché nelle grotte non c’era stata nessuna frana. La notizia diffusa dall’agenzia “Tappeto Volante” era falsa. Le grotte stanno benissimo. E’ proprio la Fondazione MIDA a darne notizia con un comunicato stampa diffuso in giornata “Nessuna frana impedisce il regolare svolgimento dello spettacolo “L’Inferno di Dante” nelle Grotte di Pertosa-Auletta, né tanto meno mette a rischio la sicurezza dei visitatori. La notizia diffusa dalla Tappeto Volante, organizzatrice delle spettacolo, è falsa e tendenziosa”. I motivi della separazione? “Un addio scaturito dal venire meno dei presupposti che una sana collaborazione dovrebbe garantire. In più occasioni, la Tappeto Volante non ha rispettato gli accordi presi con la Fondazione MIdA. In più la scelta di uno stop immediato degli spettacoli presa unilateralmente dalla Tappeto Volante, rischia di creare ulteriori danni visto che, nei giorni in cui lo spettacolo era programmato, la Fondazione Mida ha dovuto in precedenza rifiutare richieste di prenotazione per la visite speleologiche. Quindi, appare evidente la volontà della Tappeto Volante di voler deliberatamente chiudere con sgarbo la collaborazione degli ultimi 7 anni e occultare i reali motivi che hanno portato alla conclusione del rapporto, diffondendo notizie false”.

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