Castel San Giorgio (SA): Operazione Easy Badge. 22 arresti nel Consorzio Bacino SA1

L’indagine denominata “Operazione Easy Badge”, ha inizio nel marzo del 2012, a seguito di diverse segnalazioni fatte dai cittadini di Castel San Giorgio al Sindaco Dott. Franco Longanella e vede la luce in un momento in cui particolarmente sentita è la necessità di ridurre la spesa pubblica e fronteggiare gli sprechi all’interno della Pubblica Amministrazione. Sulla base di diverse segnalazioni pervenute presso la Casa Comunale di Castel San Giorgio, il Sindaco Dott. Franco Longanella, ha esposto le problematiche inerenti la raccolta dei rifiuti al Comandante della Polizia Locale Magg. Giuseppe Contaldi, che in tempi rapidi ha avviato una serie di accertamenti con successiva segnalazione alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. L’attività preliminare d’indagine, è stata mirata a reprimere il fenomeno dell’assenteismo in particolare presso il Consorzio di Bacino SA1, con struttura operativa in Via della Fratellanza a Roccapiemonte. L’attività in questione, dopo diverse segnalazioni fatte all’Autorità Giudiziaria competente, inizialmente è stata affidata al Comando di Polizia Locale di Castel San Giorgio e nello specifico al Comandante della Polizia Locale Magg. Giuseppe Contaldi. In un primo momento l’attività ha proceduto solo alla diretta osservazione, sul posto, del personale dipendente del Consorzio, sia all’ingresso che all’uscita di lavoro. L’attività di indagine ha, poi, accertato la condotta illecita di alcuni dipendenti, anche in concorso tra di loro, i quali dopo aver registrato la presenza in servizio, si allontanavano dal luogo di lavoro per dedicarsi ad altre faccende. Si è rivelata così l’abitudine di numerosi dipendenti di presentarsi in servizio in ritardo e/o lasciarlo in anticipo. L’attività in essere ha permesso di constatare che i dipendenti della struttura erano soliti timbrare per se e per altri colleghi. A questo punto, dopo aver informato dei fatti l’Autorità Giudiziaria, il Sostituto Procuratore Dott. Roberto Lenza della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha autorizzato il Comando della Polizia Locale di Castel San Giorgio nella persona del Magg. Giuseppe Contaldi ad emettere decreto di autorizzazione alle video riprese, esterne ed interne, dell’area logistica del suddetto Consorzio, sita alla Via della Fratellanza del Comune di Roccapiemonte. L’istallazione delle telecamere ha permesso di osservare stabilmente sia le condotte illecite connesse all’uso della macchinetta segnatempo, nonché il piazzale antistante all’ingresso. Accertata la complessità dell’attività di indagine, il Comando di Polizia Locale ha ceduto la direzione della stessa al Comando Stazione Carabinieri di Castel San Giorgio, pur continuando a collaborare congiuntamente. L’attività investigativa ha impegnato diverse unità, tutti Ufficiali di Polizia Giudiziaria, nelle persone del Comandante della Stazione Carabinieri di Castel San Giorgio M.llo Di Mauro Michele, M.llo Esposito Domenico, Brig. Gisolfi Giuseppe, Brig. Siano Antonio e il Comandante della Polizia Locale di Castel San Giorgio Magg. Contaldi Giuseppe, che hanno effettuato sia la visione delle registrazioni video, che il pedinamento di quei dipendenti che si allontanavano arbitrariamente dal posto di lavoro, dopo aver timbrato l’ingresso col badge, al fine di consentire al Pubblico Ministero una maggiore e più chiara comprensione delle risultanze investigative cui si è poi addivenuti. Le immagini registrate hanno consentito di accertare condotte illecite riconducibili ai singoli dipendenti, soliti farsi timbrare da complici, attestando falsamente la presenza in ufficio e ricambiando poi il “favore” di timbrarsi a vicenda il badge, pur essendo assenti in ufficio. A questa condotta, già di per se rilevante sotto il profilo penale, si aggiunge lo svolgimento di ore di servizio straordinario in realtà mai svolto anche in orari e giorni inconsueti. A conclusione delle attività il G.I.P., su richiesta del Sostituto Procuratore Dott. Roberto Lenza, ha emesso 22 provvedimenti di cui 9 ordinanze di custodie cautelare agli arresti domiciliari e 13 provvedimenti di obbligo di firma per i dipendenti pubblici coinvolti nell’indagine.

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