Tar Salerno: Valiante, “inopportuna la chiusura”. Iannone, “Renzi continua a smantellare le Istituzioni della Provincia di Salerno”

“Dopo l’Ente Provincia, il Tribunale di Sala Consilina, la Camera di Commercio il centrosinistra continua a smantellare le Istituzioni della provincia di Salerno”, queste le parole del Presidente della Provincia Antonio Iannone in merito alla decisione di chiusura della Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno. “Bisogna riconoscere che é stata veramente molto proficua la visita del Ministro Orlando al Comune: le raccomandazioni ricevute e quelle inoltrate al Premier hanno prodotto un salvifico effetto”, continua il presidente. “Per citare il Prefetto Reppucci potremmo dire: la solita diarrea di parole e stitichezza di risultati. Ora i parlamentari salernitani del PD che sostengono Renzi cosa faranno? I soliti ignoti. Gli amministratori locali del PD sempre pronti a fare battaglie nell’interesse del territorio cosa diranno? Quando non c’è strumentalizzazione politica da fare cala il silenzio”, conclude Iannone.

Dal partito del PD, si è espresso il deputato salernitano Simone Valiante ritenendo inopportuna la decisione di Renzi di chiudere il TAR e contraria ai criteri di razionalizzazione della giustizia amministrativa. Lo snellimento e l’accelerazione della giustizia amministrativa, afferma Valiante, non sarebbero favoriti da tale soppressione, ma, al contrario, risulterebbero fortemente pregiudicati e compromessi. Di fronte ad un giusto e doveroso processo di spending rewiev e di razionalizzazione degli apparati amministrativi e dei relativi costi di gestione, non si può però sopprimere tout-court senza tenere conto di criteri oggettivi e di buon senso che rispettino le esigenze e le differenze presenti nel territorio. La provincia di Salerno, ricorda il deputato, è una tra le più estese e popolose, con più di un milione di abitanti, dell’intero Paese e il trasferimento di migliaia di pratiche presso altre sedi già congestionate, comporterebbe certamente prevedibili difficoltà sia logistiche che organizzative, penalizzando il servizio pubblico e l’interesse dei cittadini. Auspica, pertanto, che il governo riveda la sua posizione e nella scelta delle decisioni da prendere in materia, utilizzi dei criteri di valutazione più obiettivi e attenti alle esigenze territoriali”.

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