Basilicata: la raccolta dei rifiuti nota dolente per i comuni non ancora affidati alla differenziata

Sempre più difficile smaltire i rifiuti in Basilicata. Le discariche sono ormai al collasso e, dove resistono le presenze dei cassonetti, siamo oramai all’emergenza ed al sold out. A stare peggio di altre realtà lucane è la città di Potenza che tende a passare alla differenziata a piccoli passi.  A peggiorare la situazione, sono gli elevati costi per il conferimento in discarica che oggi fa salire il prezzo della ‘monnezza’ a 240 euro a tonnellata. Le cose non stanno meglio soprattutto se si considera che la discarica di Pallareta Montegrosso ormai è satura e che quindi bisogna trasportare i rifiuti cittadini oltre confine, pagando bel 700 euro l’ora ai camion che la dirottano altrove. Si sta lavorando alla messa a valore dell’inceneritore di Vallone calabrese che dovrebbe fungere da stazione di trasferenza, ma i tempi non sono certamente brevissimi.  L’ipotesi di differenziata nel capoluogo prende forma, almeno idealmente e potrà garantire non solo un ingente risparmio, ma anche una città più pulita anche se con presenza ancora una volta di cassonetti differenziati. Solo nel centro storico si procederà al porta a porta con un servizio garantito a 5mila utenze. Per il Conai, il capoluogo dovrebbe assicurare almeno il 65% di differenziata, ma partendo da una base che è appena pari al 25%, il risultato da raggiungere in un anno diventa una vera e propria chimera. Al momento, sulla raccolta rei fiuti incide il bilancio comunale: la spazzatura viene conferita in discarica, ma non si riesce comunque a pagare il servizio. E’ una situazione che non può protrarsi per molto altro tempo perché altrimenti ci si troverebbe ancor di più la città invasa da immondizia e il decoro di una città capoluogo andrebbe buttato al vento.

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