Battipaglia (SA): imprese in crisi, a rischio altri 241 posti di lavoro

Non sono bastati i circa 300 posti di lavoro persi l’anno scorso per salvare le sorti di alcune grandi aziende battipagliesi quali Paif, Termopaif, Alcatel e Simer. Entro la fine dell’anno, le storiche industrie chiuderanno. Attualmente altri 241 lavoratori stanno per perdere il loro posto di lavoro. A nulla sono valsi i tentativi da parte del ministero dello Sviluppo Economico e delle varie sigle sindacali di far ritirare alle società le procedure di licenziamento al fine di avviare un dialogo costruttivo.

Paif e Termopaif sono ormai chiuse. Gli ultimi incontri in Confindustria non hanno fatto altro che ribadire la volontà della direzione di entrambe le aziende di voler procedere alla liquidazione. Perderanno il posto 84 persone: 31 della Paif, 53 della Termopaif. Una crisi di liquidità che, secondo le organizzazioni sindacali, non sarebbe stata affrontata nel migliore dei modi, mentre, nel frattempo, da circa cinque mesi i lavoratori delle due aziende formano presidi davanti alle fabbriche.

Per quanto riguarda la Alcatel Lucent, da qualche mese ha ufficialmente abbandonato la città. L’azienda ha deciso di abbandonare definitivamente il territorio salernitano, procedendo alla apertura della cassa integrazione straordinaria per 35 persone.

Resta da chiarire la volontà della dirigenza della Simer srl, che produce pastiglie per i freni a disco e ganasce per il mercato mondiale. Lo scorso anno, sono stati messi alla porta dieci dipendenti, passando da 72 a 62 unità. La volontà dell’azienda, secondo indiscrezioni, sembra quella di restare con soli 35 dipendenti.

Infine, la Btp Tecno ha attivato 47 procedure di licenziamento. A fine mese, dovrebbe esserci un incontro al ministero dello Sviluppo tra la dirigenza societaria ed i sindacati per cercare di evitare i licenziamenti. La città battipagliese continua ad assistere impotente allo sgretolamento del suo tessuto industriale, fatto che avrà sicuramente delle ripercussioni negative anche sul tessuto sociale ed economico del Vallo di Diano.

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