Potenza: Tenente sospeso. Interrogazione parlamentare del deputato Bartolomeo Pepe

“Il 25 maggio 2010, il Tenente Giuseppe Di Bello appartenente al Corpo della Polizia provinciale di Potenza fu sospeso dal lavoro, dai pubblici uffici e dalla paga per presunto concorso in associazione di rivelazione segreti di ufficio. Tutto ciò a seguito di denuncia presentata dall’Assessore pro tempore per l’ambiente dell’epoca Vincenzo Santochirico”. E’ il sunto di quanto riportato nell’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, Alfano, da parte del deputato del gruppo misto Bartolomeo Pepe, membro, tra le altre cose, della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Nell’interrogazione il deputato ricostruisce quanto accaduto al Tenente sospeso dal servizio. “Il tenente Giuseppe Di Bello, scrive Pepe, in servizio attivo in qualità di comandante del distretto di Potenza, ha per anni espletato un servizio di vigilanza e controllo del territorio in materia ambientale finalizzato alla difesa della salute dei lucani. Prima della sospesione, il Tenente Di Bello autonomamente, fuori dall’orario di servizio e con mezzi propri, aveva eseguito campionamenti ed analisi chimiche di acque degli invasi lucani destinati ad uso potabile per la Puglia e per la Basilicata”. Il risultato delle analisi  avrebbe rivelato “l’inquinamento delle acque”,  dati “ confermati mesi ed anni dopo dalla stessa ARPAB, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Basilicata”. In seguito alla diffusione dei risultati delle analisi effettuate dal tenente gli uffici della Procura di Potenza hanno emesso un “ordine di  custodia cautelare preventiva nei confronti del Tenente,  con immediata sospensione dal lavoro e dalle funzioni, contestando allo stesso il reato di rivelazione di segreti di ufficio. Di Bello è stato condannato a 2 mesi e 20 giorni per concorso in associazione di rivelazione di segreti di ufficio per aver diffuso i dati delle analisi delle acque destinate ad uso potabile. La persona assieme alla quale avrebbe realizzato il reato in associazione, scrive Pepe, ovvero il segretario dei radicali lucani Maurizio Bolognetti, è stata assolta con formula piena. Il tenente Di Bello, aggiunge il deputato, a far data dal maggio 2010 è passato dal ruolo di comandante del distretto più grande della Basilicata quello di Potenza, ad espletare funzioni di vigilanza presso il museo e la pinacoteca provinciale. L’interrogazione si conclude con la richiesta al Ministro “di valutare l’istituzione di una commissione di inchiesta finalizzata ad accertare l’operato degli uffici della Provincia di Potenza, al fine di poter restituire al ten. Di Bello, oltre alla dignità, anche i compiti e le funzioni che aveva prima del demansionamento a cui è stato sottoposto”.

 

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