“Sblocca Trivelle”, continua ad Atena Lucana la mobilitazione #iovivoqui

Continua e diventa sempre più coinvolgente la mobilitazione del Comitato “No al petrolio nel Vallo di Diano” contro il decreto “Sblocca Italia” e contro le trivellazioni petrolifere presso il pozzo Lucano “Pergola 1”, ai confini con il territorio Valdianese. Oggi a partire dalle ore 15:00, presso l’auditorium di Atena Lucana Scalo, nuovo incontro operativo di aggiornamento sullo stato dell’arte delle Delibere comunali dei comuni del Vallo di Diano contro il decreto Sblocca Italia, nonché aggiornamenti sul permesso di prospezione denominato ‘ Pergola 1. Presente per l’occasione anche il consigliere regionale Donato Pica, insieme a Sindaci, associazioni, imprenditori, cittadini e studenti impegnati insieme per tutto il pomeriggio ad attivare un presidio permanente di tutela e proposte per il territorio, di scambio di informazioni sull’impugnazione dello Sblocca Italia e sulla situazione del pozzo Pergola 1, ed anche per lanciare la campagna di comunicazione ‪#‎iovivoqui. Ad animare il presidio, ormai diventato una costante dei fine settimana nel Vallo di Diano, slogan e striscioni preparati dagli studenti degli Istituti superiori, ed in serata animazione musicale. Intanto dopo Buonabitacolo, Sant’Arsenio e Sala Consilina, anche il Comune di Sassano ha approvato la delibera  nella quale viene espresso il dissenso  al  Decreto Legge “sblocca Italia”, in particolare nel punto in cui si rende più facili le procedure per i sondaggi e le estrazioni petrolifere.  Dunque Sassano si oppone alla volontà  di esautorare gli Enti Locali da ogni decisione riguardanti l’utilizzo dei propri territori, favorendo il via libera a trivellazioni, oleodotti e gasdotti ed aggirando le autorizzazioni contemplate dai piani di gestione e tutela del territorio. Il Sindaco Tommaso Pellegrino  ha  evidenziato come la realizzazione di  pozzi di petrolio nel Vallo di Diano determinerebbe un gravissimo danno, non solo economico, ambientale e paesaggistico, ma metterebbe fortemente a rischio anche la nostra salute. “Ritengo sbagliato e contraddittorio –sottolinea Pellegrino- continuare a creare semplificazioni per le grandi multinazionali che a fronte di propri interessi economici determinano distruzioni e disastri ambientali”.

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