Alto Cilento, l’Unione dei comuni in dissenso con la Regione Campania

L’Unione dei comuni Alto Cilento ha reso noto alla Regione Campania il proprio dissenso sulla classificazione delle aree interne ed aree rurali per il PSR 2014/2020. «Al di là di Agropoli, che non ha i requisiti – spiega Rosaria Malandrino, vice sindaco di Perdifumo e componente del consiglio dell’Unione – tutti i comuni che fanno parte dell’Unione Alto Cilento, quindi Laureana Cilento, Lustra Cilento, Prignano Cilento, Rutino, Torchiara, Perdifumo, Cicerale, nella classificazione territoriale operata dalla Regione Campania vengono considerati non come aree D, che sono aree rurali con problemi complessivi di sviluppo, ma C, quindi aree rurali intermedie. La Regione – sottolinea – gradua l’entità dei finanziamenti in base a questa classificazione e quindi la situazione attuale potrebbe nuocere non solo al pubblico ma anche ai privati quanto a possibilità di accedere a finanziamenti». «Inoltre – precisa – gli stessi non vengono considerati neppure come aree interne sebbene presentino caratteristiche medesime ad altre aree che invece sono state incluse, come Vallo della Lucania, escludendoci in quest’ultimo caso, in maniera totale, da finanziamenti del Psr 2014-2020». «E’ probabile – secondo la Malandrino – che la classificazione sia stata fatta su carta valutando le distanze chilometriche dall’area costiera. Avrebbero dovuto invece valutare, a mio avviso, la distanza dai servizi, dagli ospedali, dalle scuole, la mobilità. Senza nulla polemizzare con Vallo della Lucania, ad esempio, a Perdifumo mancano tanti di quei servizi che Vallo invece possiede. Quindi – conclude – si è evidenziata una disparità di trattamento e per questo motivo abbiamo chiesto alla Regione di spiegarci quali sono stati i requisiti utilizzati per operare tali classificazioni, penalizzanti per le nostre aree».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *