Omicidio Vassallo, il “brasiliano” si discolpa. Non ho ucciso io il sindaco di Pollica

È durato cinque ore l’interrogatorio di Bruno Humberto Damiani De Paula, detto il «brasiliano, il giovane ritenuto dalla procura Antimafia e dai carabinieri del Ros un elemento chiave nelle indagini sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo. Damiani, ricordiamo, è detenuto nel carcere di Bogotà in Colombia, dove è stato arrestato, su mandato di cattura internazionale, nell’ambito di un’inchiesta sullo spaccio di droga nel Cilento. Ma gli inquirenti sono andati in Colombia non per sentirlo sul capo di imputazione a suo carico. Dopo nove mesi dalla richiesta di estradizione, il giovane, molto vicino al gruppo Stellato di Salerno, ancora non era stato trasferito in Italia.Per questo motivo, per dare un colpo di accelerazione all’inchiesta sull’omicidio Vassallo, il procuratore capo di Salerno ha inviato in Colombia il sostituto procuratore Rosa Volpe per una rogatoria. Quest’ultima era stata richiesta esplicitamente per i fatti legati all’omicidio Vassallo e per cinque ore Damiani è stato interrogato su questo argomento, alla presenza anche del suo legale di fiducia, l’avvocato Michele Sarno. Damiani, ricordiamo, non è indagato ma è soltanto indiziato di reato e aveva lasciato l’Italia due giorni dopo essere stato interrogato per la prima volta sulla vicenda Vassallo.

Fonte: Il Mattino.it

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