Debiti fuori bilancio a Sala Consilina, Colucci all’attacco: “Ecco i documenti che incastrano il Comune”

Il consigliere d’opposizione, Giuseppe Colucci interviene nuovamente sulla questione “debiti fuori bilancio”. Ecco il comunicato da parte del capogruppo di “Progetto Sala”.

“Innanzitutto mi dispiace della caduta di stile del Sindaco, persona che conosco da tempo e ne ho grande considerazione, perché chi ricopre un ruolo
istituzionale deve accettare le critiche ed il giudizio altrui. Il sindaco deve capire che la gente ha il diritto di essere messa in condizione di conoscere, ed il
Consiglio Comunale deve essere convocato in orari tali che si può assistere, e non alle 9 o alle 12 di mattina, quando tutti lavorano; tale convocazione serve solo a qualche dipendente pubblico, magari consigliere comunale che può avere il permesso per assentarsi dal lavoro. Detto questo ora lasciamo giudicare a Voi chi dice “corbellerie” e chi dice “fesserie”. Non ho detto corbellerie, anzi prima di parlare, mi informo, approfondisco, perché chi riveste un ruolo pubblico e parla alla gente deve essere chiaro e preciso, e non come alcuni componenti della maggioranza che hanno detto ai cittadini di “accendere il cervello prima di parlare”.I documenti e gli atti del Comune sono i seguenti:
DEBITI FUORI BILANCIO ENEL ENERGIA SPA: In merito a questi abbiamo detto che “il Comune dovrà sborsare circa 400.000 euro per indennità di
esproprio e per energia elettrica relativa agli anni 2009, 2010 e 2011, quest’ultima non pagata per circa 150.000 euro, il cui pagamento è previsto in gran parte nel 2015 mediante la vendita di immobili comunali per 222.000 euro”. Parliamo di conguagli costituiti da 233 fatture con data dal 18/05/2009 al 27/10/2011, e 233 fatture sono talmente voluminose che non si possono dimenticare in un cassetto. Nemmeno il Sindaco può dire di non conoscerle, e tantomeno può scaricare la responsabilità della dimenticanza sul precedente Dirigente, perché in tal modo ha ammesso che sono delle spese che dovevano essere previste e liquidate nel 2009, 2010 e 2011 ed ha ribaltato responsabilità politiche che non sono di altri: non è corretto. Come risulta dalla relazione del Dirigente Area Finanze: “… l’imputazione in bilancio non poteva che avvenire nell’anno della comunicazione della fattura con la procedura ordinaria di spesa e, in caso di incapienza dei capitoli, l’ente avrebbe dovuto effettuare necessarie variazioni di bilancio” nel caso specifico, invece, al pervenimento delle fattura non si è proceduto nello stesso anno a regolare impegno e correlativa formazione di residui per gli anni successivi, pertanto il debito costituisce debito fuori bilancio” Una cosa è certa: se l’Ente avesse imputato correttamente le spese negli anni di competenza, avrebbe dovuto ridurre altre spese; anzi molto probabilmente sarebbe stato sforato il Patto di Stabilità, che nel 2013 è stato rispettato sul “fil di lana” per soli 4.000 euro.
DEBITI FUORI BILANCIO PER INDENNITÀ DI ESPROPRIO: I debiti fuori bilancio relativi a 2 espropri ammontano a 251.989 euro e gran parte del pagamento per 221.900 euro avverrà nel 2015 a seguito della vendita di immobili, tra cui l’ex macello per 198.000 euro e 2 locali box per 24.000 euro. Mi auguro che ci sia un acquirente per l’ex macello, altrimenti come saranno pagati i debiti? Avremo i decreti ingiuntivi dei creditori? Ora facciamo chiarezza su questi debiti: Innanzitutto trattasi di 2 espropri, uno relativo all’ampliamento PIP Mezzaniello, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 30 del 03/08/2005, e l’altro alla realizzazione del PIP Fontanelle. I relativi decreti di esproprio sono del 07/01/2009 e del 29/06/2011, che prevedevano un’indennità di 7,42 euro per metro quadro, mentre ora tale indennità è stata determinata in 37,40 euro per mq. Tale rideterminazione è stata decisa dalla Corte di Appello di Salerno che ha condannato il Comune con le sentenze n. 197 depositata il 31/03/2014 e n. 253 depositata il 05/05/2014. Le decisioni delle
Corti di Appello sono basate su diverse sentenze della Corte Costituzionale, tra cui la n. 181 del 10/06/2011, le quali stabiliscono che l’indennità di esproprio dei terreni agricoli debba essere pari al valore venale o di mercato, senza automatismi tabellari. Successivamente in data 08/11/2011 la Giunta Comunale ha deliberato di procedere nel contenzioso contro gli espropriandi, anziché tentare una definizione transattiva, nonostante tali pronunce fossero conosciute, anche perché l’assessore ai LL. P.. è un valido Avvocato. Il risultato è che il Comune ha perso le cause ed ora ci rimette 130.134 euro, per la differenza di
indennità di esproprio, spese legali della controparte, spese per i CTU, interessi sulle somme,oltre alle spese per i legali incaricati dall’Ente con danni gravi all’Ente ed a tutta la comunità. Non ci vuole molto per capire se tali problemi risalgono all’anno 2000, oppure ai decreti di esproprio del 2009 e 2011, o peggio ancora alle decisioni della Giunta del novembre 2011. Chi era l’Assessore ai Lavori Pubblici nel 2009 e 2011? Nemmeno serve ribaltare su altri le proprie responsabilità, anzi un Amministratore deve guardare avanti ed affrontare i problemi, informando e coinvolgendo la collettività amministrata, che ha il
diritto di conoscere la reale situazione. Questo atteggiamento mostra chiaramente che finora è stata messa la polvere sotto il tappeto ed i debiti di quegli anni sono stati spostati nel 2014, guarda caso dopo le elezioni. 03/12/2014 Progetto Sala

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