Gli studenti del Vallo contro le trivellazioni: “Non uccidete il nostro territorio”

protesta no petrolio5 protesta no petrolio4

Gli studenti del Vallo di Diano dicono no alle trivellazioni nel territorio. “Ne va del nostro futuro”, scrivono su più striscioni. E lo fanno con una manifestazione che ha avuto molto successo a Teggiano. Gli studenti del Vallo di Diano supportati anche dagli universitari del nostro territorio hanno sfilato lungo le vie del città Museo di Teggiano chiedendo che lo “Sblocca Italia” non sia un via per danneggiare il territorio. Al fianco degli studenti anche il Comitato no Petrolio. Durante la manifestazione, il corteo si è fermato per un dibattito-confronto alla presenza anche del vescovo De Luca. Prossimo appuntamento per il Comitato il 28 dicembre all’Auditorium di Atena Scala per un’altra giornata di confronto e informazione.

protesta no petrolio2

Ecco l’intervento di Michele Vignuoli, rappresentante dell’Unione degli Universitari. “Con lo sBlocca Italia si continua a ledere allo studio. Dietro alle grandi manovre di Renzi sembra esserci tutto, fuorché la crescita dei fondi all’istruzione e alla cultura. I primi dati emersi dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, che effetto la ripartizione dei fondi stabiliti per il diritto allo studio, fanno emergere una situazione non solo preoccupante, ma disastrosa: lo sBlocca Italia prevede ulteriori tagli, pari a 150 milioni di euro, per i fondi al diritto allo studio e i restanti fondi saranno vincolati nel patto di stabilità regionale. Questo vuol dire che le borse di studio non ci saranno assicurate, infatti la copertura di queste diminuisce a livello nazionale del 5%, mentre il numero degli idonei non beneficiari aumenta di ben oltre 16 mila unità. Per questo oggi, come studente, come elemento rappresentativo dell’Unione degli Universitari, mi sono sentito in dovere di scendere in piazza, in difesa del nostro diritto allo studio, in difesa del mio territorio, in difesa delle mie persone, in difesa de mio paese, un paese governato da uomini d’affari che negli ultimi 20 anni lo hanno portato allo sfinimento, calpestando tra i tanti diritti, a noi dovuti, anche quello allo studio, portandolo alle stregua di un diritto di serie B, aumentando le disuguaglianze e rendendo le nostre università luoghi riservati a pochi, elitari. Anche per questo oggi siamo scesi in piazza, perché crediamo che per uscire da un periodo di crisi sia necessario investire sui giovani, ripartendo dall’istruzione, ricostruendo un sistema di diritto allo studio in grado realmente di consentire, a prescindere dalla posizione economica, l’accesso ai più alti grandi dell’istruzione. Il Governo non può ignorare tutto questo se veramente vuole rilanciare il Paese. l’università sta diventando un vero e proprio sacrificio, soprattutto per le famiglie. Gli stimoli culturali scarseggiano a causa dei tagli sui diversi percorsi “alternativi”, creando una vera e propria mancanza verso tutto ciò che va al di fuori degli studi pianificati ordinariamente dalla propria facoltà.  Siamo in piazza con le nostre proposte, non ci stancheremo, vogliamo essere ascoltati, invaderemo ogni strada d’informazione, faremo arrivare la nostra voce nei Grandi Palazzi, dove a nostra insaputa, e il più delle volte senza un voto democratico, si trovano a governare persone che disegnano il nostro futuro in bianco e nero. Vogliamo un futuro fatto di diritti, lavoro e istruzione, se non per tutti, per chi?”.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *