Petrolio, stop al Centro Olii di Viggiano. Il progetto “Tardiano” preoccupa Montesano e Casalbuono

A partire da questa notte il Centro Olii dell’Eni di Viggiano ha avviato lo spegnimento completo della fiaccola, sono stati chiusi i pozzi, sono state fermate le attività di produzione di greggio. “Già nel 2011 il Centro Olii venne chiuso per la manutenzione decennale e per realizzare la quinta linea. Un nuovo fermo di venti giorni che porterà ad un calo della produzione nazionale dal momento che l’80% di questa proviene dai giacimenti dell’Eni della Val d’Agri”. Questo è quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno in un’intervista esclusiva realizzata da Luigia Ierace al responsabile del Distretto meridionale dell’Eni, Enrico Trovato. “Si tratta di operazioni di manutenzione impiantistica, dai compressori, alle turbine, alle linee di produzione – ha spiegato il responsabile dell’Eni – e di operazioni propedeutiche alla messa in esercizio della quinta linea di trattamento del gas». Di tutt’altra opinione sono le associazioni ambientaliste lucane secondo le quali lo stop del Centro Olii di Viaggiano segue le diverse fiammate avvenute nell’ultimo periodo e che hanno spaventato i cittadini. A proposito di petrolio e Basilicata una zona finora non toccata dalla febbre dell’oro nero è finita sotto la lente d’interesse di una multinazionale petrolifera. Stiamo parlando di oltre 200 kmq nel Lagonegrese per i quali una società inglese ha presentato un’istanza di permesso di ricerca. Il progetto in questione, denominato “Tardiano”, che coinvolge dieci comuni: otto in Basilicata tra i quali Lagonegro e Lauria, e due in Campania, Casalbuono e Montesano, è stato pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. A rendere nota la vicenda un’interessante articolo di Elisa Murgese de “IlFattoQuotidiano.it” nel quale i sindaci dei paesi come Lauria, Lagonegro e Moliterno si dicono ignari del progetto in questione e indignati poiché sono stati scavalcati nel prendere decisioni importanti per il loro territorio. Il progetto infatti non è stato scoperto dai sindaci, sul sito del Ministero, bensì da cittadini e comitati dei paesi coinvolti. Da ricordare la ferma opposizione nel nostro territorio sia del sindaco di Casalbuono Attilio Romano che quella del sindaco di Montesano sulla Marcellana Donato Fiore Volentini. Entrambi hanno inviato una delibera al Ministero per esprimere con fermezza la loro contrarietà a progetti petroliferi nel Vallo di Diano.

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