Emergenza Rifiuti, ipotesi Vallo di Diano per le 7 mila tonnellate di Ecoballe di Coda di Volpe?

Trasferire provvisoriamente diverse tonnellate di ecoballe presso l’area industriale di Polla: non si tratta di una ipotesi campata in aria, ma di una reale possibilità vagliata negli ultimi mesi a livello istituzionale per provare ad arginare l’emergenza rifiuti in atto in provincia di Salerno. Sono proprio di ieri le recentissime esternazioni da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Romano in relazione alla situazione del sito di stoccaggio di rifiuti “Coda di Volpe”, ubicato nel comune di Eboli. Nel sito della Piana del Sele insistono circa 7.000 tonnellate di cosiddette ecoballe, contenenti frazione secca trito vagliata. La soluzione prospettata da Romano dello STIR di Battipaglia comporta non poche problematiche: poco spazio e tempi lunghi. Di certo le ecoballe vanno rimosse dal Coda di Volpe, dove insistono dal lontano 2008. Ma non possono essere smaltite, devono prima essere “lavorate”. Una delle possibilità vagliate sarebbe il trasferimento in Puglia, ma così come sono state assemblate non è possibile: devono essere prima aperte, lavorare e ripulite. Dove farlo? Se presso lo STIR di Battipaglia o altrove non sarà possibile effettuare questa operazione, bisogna comunque trovare una soluzione. Ed ecco quindi affacciarsi l’ipotesi di Polla, nell’area industriale, presso la piattaforma della Ergon, l’unica in provincia di Salerno che offrirebbe questa possibilità anche  a livello di capienza. Si tratta come dicevamo di ben  più di una ipotesi, tanto che già un mese fa il presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’ASL di Salerno Sergio Annunziata aveva sollevato il problema, e chiesto alla Provincia di Salerno e ad Ecoambiente di bloccare sul nascere questa possibilità. “Si tratta di una materia delicatissima –conferma Annunziata- e noi siamo da tempo vigili sulle tematiche ambientali. Per questo preventivamente diciamo “NO”: vogliamo decidere noi, nel rispetto leggi, cosa fare del nostro territorio”. Sono facilmente immaginabili le reazioni dei cittadini del Vallo di Diano all’invio di 7 mila tonnellate di “cosiddette” ecoballe a Polla. L’apertura e il trattamento delle ecoballe in questione, che evidentemente sono state trattate male, potrebbero infatti comportare almeno tre problemi principali: due di tipo sanitario, con la proliferazione di pidocchi e topi in un’area di 2-3 Km. Il terzo logistico, perché trasportare più di 7 mila tonnellate di rifiuti comporta un evidente dispiego di mezzi di strasporto pesanti, a danno della viabilità locale e territoriale.  Ma ovviamente le maggiori perplessità sono quelle che riguardano l’aspetto sanitario. Quello che è certo è che solo una volta “lavorate e ripulite” le ecoballe di Coda di Volpe potranno essere smaltite. E se da qualche parte il cerino acceso dovrà trovare sistemazione, l’area industriale di Polla è sicuramente la candidata principale. “Visto che l’ipotesi è sempre consistente, ho parlato di questo sia alla Provincia che al Comune di Polla per riaffermare ancora una volta –sottolinea Annunziata-  la nostra posizione: stop preventivo a tale progetto da parte di Atena Lucana come paese confinante con Polla, eventuale sede di lavorazione di ecoballe puzzolenti, vecchie e ricettacolo di pidocchi e topi. Da parte del Comune di Polla ho ricevuto rassicurazioni che ad oggi nessun parere positivo a questa ipotesi è stato conferito”. Per Annunziata in ogni caso va innanzitutto definita una volta per tutte la confusione in atto nella gestione rifiuti: “Bisogna superare – conferma- questo dualismo tra Consorzio e Ergon, e le relative unilaterali e non condivise gestioni e passaggi di società e cantieri. E’ necessario un ritorno alla gestione ordinaria con i rifiuti gestiti dal pubblico, con un consorzio dove i comuni possano entrare nella gestione. Non deve più accadere, come oggi, che in pochi possano decidere le sorti di un territorio. Serve un consorzio che produca servizi e non debiti, un consorzio che dica “no” consapevoli, che coinvolga tutti i comuni contro eventuali scellerate decisioni di portare ecoballe da noi. Il Vallo di Diano in questo senso ha già dato troppo. E non dimentichiamo –conclude Annunziata- che quando il Vallo ha chiesto impianti di tipo compostaggio tutti sono stati sordi, a partire dalla Regione e dalla Provincia: hanno preferito altre zone, che hanno iniziato la differenziata anni dopo di noi”.

Da noi interpellato telefonicamente sulla vicenda, il sindaco di Polla Rocco Giuliano assicura: “Non siamo mai stati contattati né messi al corrente –sottolinea Giuliano- di richieste per il trasferimento provvisorio delle Ecoballe di Eboli nel nostro territorio. Inoltre –continua Giuliano- anche se fossimo contattati in futuro, posso assicurare che saremo pronti a prendere tutti i provvedimenti necessari perché questa sciagurata ipotesi non possa mai realizzarsi. Infine –conclude Giuliano- nemmeno le aziende del settore rifiuti che operano nell’area industriale di Polla sono state mai contattate a  riguardo”

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