Piccoli Uffici Postali di Cilento e Vallo di Diano, chiusura “congelata” per due mesi

Scongiurata, almeno per i prossimi due mesi, la chiusura dei piccoli uffici postali nel Cilento e nel Vallo di Diano.   L’annuncio è stato formalizzato ieri ed è frutto di una trattativa intensa, portata avanti soprattutto sui tavoli dell’ Anci. E’ bene chiarire che il piano di riorganizzazione, che sarebbe dovuto entrare in vigore tra venti giorni, è stato solo momentaneamente congelato da Poste Italiane: dal 13 aprile le chiusure slittano al 13 Giugno, insomma proprio alle porte della stagione estiva, ed il  sollievo di molti sindaci del Cilento e del Vallo di Diano è solo provvisorio. Resta quindi la preoccupazione per  il contenuto del provvedimento di poste Italiane, che prevede infatti la chiusura o il ridimensionamento di oltre25 uffici postali nel territorio a Sud di Salerno. Sono 6 quelli che secondo il provvedimento sarebbero destinati a chiudere i battenti:  lo sportello postale di Marina di Pisciotta, quello di Perrazze (a Postiglione), quello di Pattano (a Vallo della Lucania), quello di Massicelle (a Montano Antilia), quello di San Marco (a Teggiano) e quello di Omignano. Apertura a giorni alterni, quindi per tre giorni  nel corso della settimana, a Bosco, Campora, Corleto Monforte, Pertosa, Romagnano al Monte, San Mauro La Bruca, Santomenna, Valle dell’Angelo, Vibonati, Villa Littorio. Tutti fanno riferimento alla filiale di Sala Consilina. Il rinvio di due mesi rappresenta una prima vittoria per i sindaci, che però non possono cantare vittoria. La notizia è stata accolta con soddisfazione  dal Presidente della Provincia di Salerno Canfora. “La chiusura dei piccoli uffici postali –sottolinea-  sarebbe un’ulteriore disgrazia per un territorio già martoriato sul fronte trasporti e viabilità. Voglio sperare che nei prossimi due mesi  Poste Italiane si illumini e maturi il giusto buon senso da capire quali disagi creerebbe al territorio attuando assurdi provvedimenti”. Da parte sua, Poste Italiane spiega in una nota che “procederà all’attuazione del piano di razionalizzazione dopo aver completato il dialogo avviato con le Regioni per l’analisi di dettaglio dei territori”. Un dietrofront che, secondo Poste Italiane, “segue le indicazioni del Mise, il ministero dello Sviluppo economico, e punta al coinvolgimento delle istituzioni locali”.

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