Carabiniere di San Pietro al Tanagro scova un’opera d’arte rubata e ritrova i proprietari

 

Un carabiniere di San Pietro al Tanagro, Arsenio Cardamone, è il protagonista di una bella storia. Il militare lavora a Villafranca Piemonte, in provincia di Torino, da diverso tempo. Qualche mattina fa passeggia, fuori servizio, nelle vicinanze di un vecchio casello ferroviario abbandonato. Arsenio è un tipo attento, curioso, a volte sospettoso. E’ carabiniere sempre. Insomma. Vede un uomo che scappa quando si incrociano gli sguardi. Qualcosa non va. Arsenio si avvicina al casello e nota una tela poggiata a terra tra i calcinacci e la polvere. Allora decide di avvisare i colleghi di pattuglia. I militari naturalmente portano il quadro in caserma e iniziano le ricerche per capire di quale opera si tratta. Ma senza risultati. Il quadro resta, quindi, custodito in caserma e continuano gli accertamenti sotto l’attenta guida dei superiori. Arsenio torna a casa e parla di quanto accaduto con la moglie, Donatella Castelli, appassionata d’arte. Sono una coppia di meridionali trasferiti al nord per lavoro ma sempre e comunque legati con amore al proprio territorio, il Vallo di Diano. Il carabiniere comincia nuove ricerche con l’aiuto di Internet. Le informazioni sono: si tratta di un di un’opera del ‘700 almeno secondo lo stile e che rappresenta un paesaggio marino con faro. La moglie, di Polla, forse dà qualche suggerimento, è un’appassionata vera. Google diventa prezioso. Ecco quindi che sul motore di ricerca vengono inseriti le parole “marina con faro 700 rubato”. La rete è rapida ed ecco spuntare una serie di articoli risalente al 2010, al furto avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 agosto nella quadreria di Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano. A questo punto avverte prontamente i suoi superiori e all’indomani vengono avvisati i responsabili della quadreria di Trezzo. Questi dopo pochi giorni arrivano alla stazione dei carabinieri di Villafranca Piemonte. E riconoscono il quadro. E’ quello rubato. E’ “Marina con faro” di un anonimo piemontese, dal valore di circa 35mila euro. Attestata l’autenticità, è immensa la gioia della responsabile la quale ringrazia a nome di tutto il comune di Trezzo ed elogia il comando dei Carabinieri l’indagine ed in particolare Arsenio, vero investigatore in questa storia.

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