Sindaco di Ischia arrestato per tangenti. Nell’inchiesta appalti di Teggiano ed Eboli

Purtroppo c’è anche un po’ di Vallo Di Diano nella maxi inchiesta che sta sconvolgendo la compagine politica e imprenditoriale campana, con l’arresto del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, e di alcuni dirigenti della Cooperativa Concordia. Dalle indagini condotte dalla procura di Napoli “è emerso che la CPL Concordia avrebbe pagato una tangente, nella usuale forma di una (fittizia) consulenza all’ex On. Pasquale Vessa, e ciò in relazione al suo interessamento e al suo intervento per l’aggiudicazione e l’assegnazione di alcuni appalti in provincia di Salerno”. In un passaggio dell’ordinanza si afferma che a Pasquale Vessa, che non risulta indagato, sarebbero stati “pagati circa un milione e 300 mila euro per il presunto sviluppo autorizzativo di due campi di fotovoltaico mai realizzati”. Ed è qui che si arriva a Teggiano, perché uno dei due campi di fotovoltaico, dovevano situarsi proprio nel comune valdianese. Persone interessate dei fatti avrebbero confermato agli inquirenti che per l’aiuto dell’on. Vessa nell’aggiudicazione degli appalti sui campi fotovoltaici la Cooperativa Concordia avrebbe conferito degli incarichi a persone vicine al parlamentare. Gli accertamenti degli inquirenti avrebbero confermato questa versione. In particolare, negli uffici della Concordia, sono stati “sequestrati i contratti stipulati tra la società Ambiente Energia srl, (societa’ riferibile a Pasquale Vessa) e la cooperativa. Segnatamente: una scrittura privata redatta da Roberto Casari e Rachelina Vessa – scrive il Gip – relativa ad un accordo di sviluppo autorizzativo di un campo di fotovoltaico di 50 MW da realizzarsi nel Comune di Teggiano per la somma di euro 500.000 più Iva” e “di un impianto fotovoltaico da 50 MW da realizzarsi nel Comune di Eboli”. “Non sono indagato, né informato sui fatti dell’inchiesta della Cpl Concordia, ovviamente – afferma Vessa – s.e convocato dai magistrati farò il mio dovere di cittadino e mi renderò disponibile a qualunque chiarimento ritenessero necessario”.

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