Morte Dorotea Di Sia: domani l’udienza preliminare. Il conducente guidava sotto l’effetto di cocaina e alcol

Domani mattina nel Tribunale di Trani verrà deciso se rinviare a giudizio Pantaleo D’Addato, il 37enne accusato di omicidio colposo per la morte di Maria Dorotea di Sia avvenuta a Bisceglie nel maggio del 2014. La 26enne originaria del Vallo di Diano (dove ancora risiede la sua famiglia), molto conosciuta sia a Sala Consilina che nel Golfo di Policastro, morì in seguito al terribile impatto dell’auto sulla quale viaggiava contro un pilastro. Alla guida della vettura D’Addato. E’ pesante l’accusa rivolta al 37enne, infatti nella richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Trani, D’Addato viene accusato di aver guidato con valori tossicologici notevolmente alterati. Nell’imputazione a suo carico, infatti, si legge che il conducente guidava con un tasso alcolemico di 2.45 grammo per litro, quasi cinque volte superiore al limite, nonché in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti. Infatti è risultato positivo all’uso di cannabinoidi (tre volte superiore al valore di riferimento) e “positivo alla cocaina per un valore di 124.51 ng/ml”. E come specifica la Procura superiore al valore di riferimento pari a 300. Gli accertamenti sono stati eseguiti all’ospedale di Andria.  Nei giorni scorsi la famiglia di Dorotea ha fatto un appello affinché venga introdotto l’omicidio stradale, accusando tra l’altro il 37enne di non aver mai mostrato segni di pentimento e di scuse nei loro confronti.

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