Un albo per i disoccupati di Padula: raccolte 450 firme. Lunedì se ne parla in consiglio comunale

Sono 450 le firme raccolta finora dal Comitato dei disoccupati di Padula far costituire un albo dei disoccupati “consultabile” dalle aziende e dagli enti. Anche in seguito a questa iniziativa i consiglieri di opposizione Dario Tepedino e Settimio Rienzo hanno avanzato una proposta al Comune. “Di impartire atto di indirizzo ai settori comunali competenti affinché provvedano, all’inserimento nei bandi e nei disciplinari di gara, nel capitolato speciale di appalto e nello schema di contratto per l’appalto di lavori e di servizi di una clausola sociale di promozione dell’occupazione delle persone con particolari difficoltà di inserimento, di lotta contro la disoccupazione, del seguente tenore”.  E di questo si discuterà al prossimo consiglio comunale in programma lunedì prossimo a partire dalle 21.

padula consiglio

 

Rienzo e Tepedino hanno avanzato questa proposta. “I concorrenti si impegnano . in caso di aggiudicazione qualora abbiano la necessità di disporre  di ulteriori risorse umane rispetto a quelle presenti nelle rispettive organizzazioni e qualora ciò sia coerente con le rispettive organizzazioni d’impresa, prioritariamente a reperire manodopera e maestranze locali , previa valutazione di idoneità alle mansioni, con particolare riferimento a soggetti disoccupati o in cerca di prima occupazione e che versano in particolari situazioni di disagio economico sociale, sulla base di elenchi  resi disponibili i dal Comune  in misura pari ad   ad almeno il 50% dei lavoratori da impiegare nell’appalto. Proponiamo di di utilizzare il lavoro occasionale di tipo accessorio per  essere prestato in favore del Comune per lo svolgimento delle seguenti tipologie di attività e servizi: lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di parchi, strade, edifici e monumenti pubblici ed impianti sportivi; attività di supporto allo svolgimento di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche, caritatevoli,organizzate e/o patrocinate dall’Ente; interventi di emergenza o di solidarietà promossi dell’Ente nell’ambito del territorio locale; vigilanza scuole”.

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