Abbandono rifiuti: dopo “il rettilineo della vergogna”, ecco “il fiume della vergogna”

Dopo il rettilineo della vergogna, è la volta del fiume della vergogna.  Questa volta ci troviamo a Teggiano, non molto lontano dalla zona industriale ma in piena zona agricola. (GUARDA IL NOSTRO VIDEO SERVIZIO CON LE AGGHIACCIANTI IMMAGINI- Fai click sulle foto per ingrandirle)

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Non a caso la segnalazione ci arriva da Salvatore Gasparro, responsabile settore Agricoltura del Codacons Vallo di Diano. Quello che stiamo osservando nelle immagini è il “Lamarrone”: anticamente le sue acque erano potabili, ricche di fauna acquatica e rifugio di specie ornitologiche migratorie.

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Adesso il corso d’acqua è ridotto nelle condizioni che vedete, dopo essere diventato meta di scellerati che preferiscono abbandonare in questo modo i loro rifiuti, causando danni all’immagine di un territorio a vocazione agricola e danni alle specie animali presenti nel fiume. E tutto ciò nonostante le cospicue tasse per lo smaltimento dei rifiuti pagate dagli altri cittadini valdianesi, rispettosi della legge, della natura e dell’ambiente.

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Anche in questo caso, come nel caso del rettilineo di località Sant’Agata, nel territorio di Sala Consilina, le istituzioni non c’entrano e non hanno colpa nella genesi di questo problema. Nella fattispecie la polizia municipale di Teggiano subito dopo la segnalazione si è attivata prontamente per prendere i provvedimenti del caso.

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Anche nel caso del fiume della vergogna, la colpa va ricercata nell’ignoranza di chi agisce violando ogni regola, e probabilmente non si rende nemmeno conto dei danni causati a se stesso e agli altri, costretti a subire gli effetti di simili comportamenti.  Documentare questa e altre discariche abusive a cielo aperto nel Vallo di Diano non è un esercizio denigratorio, ma se simili comportamenti scorretti stanno diventando non più l’eccezione ma la regola bisogna porre il problema all’attenzione generale.

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Provate a recarvi in Valle D’Aosta o in Trentino Alto Adige e a buttare una carta per terra. Sarete immediatamente ripresi e redarguiti se non dalle forze dell’ordine, dai cittadini stessi. E magari la prossima volta ci penserete due volte. Ecco perché è arrivato il momento di chiedere ad amministratori e istituzioni di prendere seriamente in considerazione il problema dell’abbandono “selvaggio” di rifiuti su tutto il territorio valdianese. Servono controlli serrati per colpire i responsabili e dare l’esempio, ma soprattutto serve una campagna mirata per spiegare che chi danneggia l’ambiente danneggia tutti i cittadini valdianesi e lo sviluppo territoriale. Solo un rinnovato orgoglio e una identità comune spingeranno i cittadini onesti e rispettosi a vigilare su quelli che, invece, perseguono soltanto l’autodistruzione.

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