Avvocati in nero negli studi salernitani. La denuncia della penalista Restaino

“Avvocati “dipendenti”, impiegati presso studi legali affermati che «lavorano in modo oscuro, per un unico committente-avvocato che, di fatto, si atteggia a datore di lavoro, attenendosi a rigide regole di orari e di subordinazione gerarchica”. E’ la dura denuncia che arriva dalla penalista Valentina Restaino, tesoriere nazionale dell’associazione forense Mobilitazione generale degli avvocati,  riportata sul quotidiano Il Mattino. La Restaino lancia proposta di un contratto collettivo per avvocati dipendenti, esperimento già attivato dalla Regione Marche. «L’avvocatura di oggi – afferma l’avvocato Restaino – sta vivendo un periodo di grave malessere. I redditi degli avvocati si riducono sempre di più, sia a causa della crisi, sia a causa di una gestione dissennata da parte della politica e dei vertici forensi dell’ordinamento della nostra professione. Molti giovani colleghi sono costretti, per sbarcare il lunario, ad adattarsi a forme di professione non sempre dignitose sul piano dell’immagine ma anche sul piano ben più rilevante dei redditi, accettando onorari ridottissimi pur di lavorare. Sono tanti gli avvocati salernitani, dipendenti di fatto, spesso con paghe da fame, di altri professionisti più affermati, denuncia la penalista. Colleghi giovani e meno giovani licenziabili a piacimento ed in qualsiasi momento e senza preavviso, e perciò deboli e ricattabili”. La proposta della Restaiono di un contratto collettivo per avvocati dipendenti nasce dalla constatazione riportata anche sul quotidiano che i giovani avvocati “Non vengono assunti con nessun contratto, sono dei semplici “collaboratori di studio” di cui il titolare si serve finché li reputa utili alla propria attività. Qualora poi non voglia più continuare la collaborazione, può tranquillamente allontanarli su due piedi”. Insomma una dura denuncia che arriva da una categoria lavorativa che spesso tutela i diritti dei lavori non pagati o sottopagati, che sì sta pagando lo scotto della crisi, ma che allo stesso tempo, almeno in base a quanto denuncia la penalista, sicuramente una piccola parte, sta pagando anche una crisi di valori sociali.

rienzo“Un fenomeno -sottolinea l’avvocato Antonio Rienzo- per fortuna non diffuso nel nostro territorio. Anzi, sottolinea Rienzo, risulta quasi il contrario, ossia che avvocati che esercitano la professione da anni, pur di lavorare, vista la crisi economica diffusa e le difficoltà che vivono i cittadini, accettano di ridurre il loro onorario”. Un fenomeno allarmante che attesta le gravi difficoltà economiche che si stanno acuendo anche nel Vallo di Diano.

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