Truffa all’Ufficio postale di Monte San Giacomo: il processo rinviato al 16 dicembre

Per difetto di notifiche a tre persone offese il processo in merito a quanto avvenuto alla Poste di Monte San Giacomo è stato rinviato al 16 dicembre. E’ quanto deciso al Tribunale di Lagonegro. Oggi il giudice dell’udienza preliminare avrebbe dovuto decidere sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dal pubblico ministero Amato Barile lo scorso 25 novembre, a conclusione delle indagini sulla presunta truffa. Sono 6 gli indagati per la vicenda che ha visto, tra il 2005 ed il 2013, scomparire più di 1 milione e 123mila euro dalla disponibilità di circa 40 utenti. Le accuse e le richieste di rinvio a giudizio riguardano Lucia Anna Darino, responsabile dell’Ufficio Postale, che dovrà rispondere di peculato, falso ideologico, falso materiale, sostituzione di persona, falsità in scrittura privata e soppressione di documenti originali. A difenderla l’avvocato Francesco Di Paola di Sala Consilina.  Gli altri indagati sono il marito della ex direttrice, Mattia Romanelli (accusato di riciclaggio), il figlio Marcello Romanelli (riciclaggio), il fratello Remigio Darino (portalettere dello stesso ufficio postale, è accusato di essersi appropriato indebitamente, in concorso con la sorella, di un assegno postale di 19mila 215 euro intestato a terzi), Carmela Sirignano (accusata di riciclaggio e di reimpiego di denaro di provenienza illecita) e Giuseppina D’Onofrio (accusata di reimpiego di denaro di provenienza illecita). All’udienza preliminare sono stati convocate anche le parti lese individuate, in tutto 47, tra le quali Poste Italiane SPA e Poste Vita SPA. In prima fila ovviamente i clienti dell’Ufficio Postale di Monte San Giacomo.

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