Sala Consilina: l’appartamento della discordia. Gli interventi delle opposizioni e del Codacons

Continua tra mille polemiche la vicenda dell’appartamento nella “Palazzina Belvedere” acquistato dall’Amministrazione Cavallone in via Macchia Italiana a Sala Consilina, da adibire a sede del Piano Sociale di Zona. Dopo le proteste degli inquilini del condominio non contenti di veder trasformare la propria abitazione in un edificio aperto al pubblico, arrivano da più parti dichiarazioni che gettano alcuni dubbi sulle scelte fatte dall’amministrazione comunale. Il Gruppo di minoranza “Positivo Si Cambia” in comunicato sottolinea come “Sala Viva ha speso 67.000 € circa dei cittadini del Piano di Zona S10”, una scelta fatta, si legge ancora nel comunicato, da “11 Consiglieri Comunali, la maggioranza del Comune capofila del Piano di Zona, eletti con 2.300 voti circa” che “scelgono in autonomia quale appartamento acquistare per conto di circa 70 mila cittadini, rappresentando solo il 3,3% di esso”. Anche per il Codacons Vallo Di Diano la vicenda ha dei punti non chiari che giustificano le proteste dei condomini. Per il Codacons la questione si tramuterà in un nulla di fatto, perché come si legge nel comunicato “l’immobile alla lunga sarà inutilizzabile per i fini per i quali è stato acquistato”, quindi è la conclusione di De Luca, “all’Amministrazione comunale non resta che rivendere l’immobile”. Per il consigliere d’opposizione Colucci di “Progetto Sala” il punto della questione è sul “probabile utilizzo delle risorse del progetto Arcobaleno Fondo LIRE UNRRA anno 2007 con conforme alle finalità del progetto”. Nella analisi di Colucci si legge che “il bando ministeriale per gli aiuti all’immigrazione prevede quali obiettivi generali per l’anno 2007 la gestione ordinaria del patrimonio immobiliare, e interventi di manutenzione straordinaria, ma non prevede l’utilizzo delle risorse per l’acquisto di immobili, per giunta, da destinare a sede di uffici”. Risorse che – si legge ancora nel comunicato – “sono state sottratte all’assistenza alle persone anziane, ai disabili e a tutti i destinatari dei servizi rientranti nell’oggetto tipico del Piano di zona”. Colucci, con ironia, esprime poi sorpresa per la celerità del pagamento dell’immobile: “N on si capisce perché il Comune non effettua i pagamenti ai creditori, ai fornitori di servizi con la stessa velocità e puntualità che ha mostrato nel pagamento dell’immobile: delibera di acquisto del 28/11/2014 e determina di pagamento del 05/12/2014: appena una settimana di dilazione”. Una spesa di quasi 130mila euro che precisa Colucci “si ammortizza in 215 mesi, circa 18 anni,  tenuto conto che il canone di locazione è di 600 euro mensili, come dichiarato dal Sindaco, e senza considerare i lavori di adeguamento che il Comune sta effettuando sull’immobile”.

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