Ergon: arriva la lettera di licenziamento per 29 dipendenti. Scatta lo stato di agitazione

“Con la presente la informiamo che la procedura di licenziamento collettivo ha avuto termine il 10 giugno dopo aver seguito l’iter previsto e che si è concluso con verbale di mancato accordo. Le comunichiamo pertanto il recesso dal rapporto di lavoro precisando che il preavviso di licenziamento avrà inizio il 17 luglio e avrà termine il 15 agosto salvo positivi sviluppi della trattativa sindacale in corso che però, nelle more, non più interrompere la procedura”. E questo il sunto della lettera ricevuta in questi giorni da 29 dipendenti della Ergon. Una situazione che si trascina da tempo e che ora sfocia nella lettera di licenziamento. Una decisione che, naturalmente, provoca la reazione dei dipendenti e il prossimo stato di agitazione (come annunciato dal sindacato Azzurro che parla di licenziamenti illegittimi). Non solo. Questa mattina diversi tra i destinatari della lettera si sono ritrovati in azienda. “Vogliamo capire – denunciano – i criteri con i quali sono stati scelte le persone da licenziare. Si tratta – secondo il loro parere – di licenziamenti ad personam, ovvero per simpatie e antipatie. E molti dei licenziati sono i dipendenti del Consorzio”. Si tratta di quei dipendenti che – senza preavviso – furono trasferiti dal Consorzio di Bacino Sa3 all’Ergon: da dipendenti pubblici a privati. Inoltre aggiungono: “Non sono stati rispettati gli accordi sindacali. In questo caso si riferiscono all’incontro sindacale del 10 luglio scorso durante il quale si è discusso sulla procedura di licenziamento collettivo. Infatti durante l’incontro si era deciso di sospendere fino al 31 luglio la procedura in vista del nuovo incontro. Il commissario liquidatore dell’Ergon, Pasquale Capozzoli, sottolinea invece, che la decisioni e i criteri utilizzati rispettano i parametri della legge e che le azioni portate avanti seguono l’indirizzo della tutela dell’azienda.

In tutto ciò si attende cosa deciderà il Consorzio, con il commissario Vittorio Esposito che aveva proposto un contratto part time per i dipendenti considerati in esubero e si attende anche qualche mossa dalla politica locale assente da troppo tempo su un questione che interessa l’intero territorio.

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