Lettera Aperta dell’ex Sindaco di Sala Consilina Gaetano Ferrari dopo il rinvio a giudizio per “interruzione di pubblico servizio”

Di seguito il testo integrale dell’ex Sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari in merito al rinvio a giudizio per “interruzione di pubblico servizio”.    I fatti risalgono a quando  l’allora Sindaco in prima linea nelle proteste contro la ridefinizione della geografia giudiziaria che ha sancito l’accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro, si era rifiutato di consegnare lo stabile che ospitava il presidio di giustizia valdianese. Quei giorni furono caratterizzati da tante polemiche politiche e da alcune proteste dei cittadini, con il dispiego di numerosi uomini delle Forze dell’Ordine, anche se ad onor di cronaca, le manifestazioni si svolsero pacificamente e senza nessuna complicazione in termini di sicurezza. La situazione divenne più incandescente con l’arrivo del Presidente del Tribunale di Lagonegro a  Sala Consilina. In quell’occasione Ferrari si rifiutò di consegnargli le chiavi del Tribunale di Sala Consilina.

Lettera Aperta

ai cittadini di

Sala Consilina, del Vallo di Diano e del Bussento

 

Negli ultimi anni, come arriva l’estate, la vicenda del Tribunale di Sala Consilina si arricchisce di un ulteriore amaro episodio.

 

Nel 2011 venne promulgata, dall’ultimo Esecutivo Berlusconi, con un voto di fiducia, la legge finanziaria nella quale era inserita  la delega al Governo per procedere alla riorganizzazione della geografia giudiziaria, con il mandato di chiudere i cosiddetti “Tribunali minori”.

 

Nel 2012 con un proprio decreto legislativo, il Governo Monti stilò la lista dei tribunali da chiudere, inserendo in essa quello di Sala Consilina, accorpandolo ad un Tribunale più piccolo di un’altra Corte di Appello e anche di un’altra Regione;

 

Nel 2013 l’epilogo con la chiusura del Tribunale e con essa lo spogliamento del territorio del Vallo di Diano.

 

Nel 2014 la comunicazione allo scrivente, in qualità di Sindaco di Sala Consilina, della chiusura delle indagini, dopo ben un anno (sic!),  sul presunto reato, in concorso con il Dirigente dell’ufficio tecnico comunale, di interruzione di pubblico servizio.

 

Nel 2015, nonostante gli scritti difensivi e dopo un altro anno (sic, sic!), il rinvio a giudizio con la fissazione dell’udienza al 2 dicembre per aver interrotto ed intralciato l’attività di trasferimento del Tribunale di Sala Consilina.

 

Quello che è successo in quei giorni di settembre del 2013 lo dovrebbero ricordare  perfettamente tutti e credo che anche grazie al mio comportamento e alla mia azione non è  successo nulla di grave e nessuno ha  subito delle conseguenze giudiziarie ad eccezione del sottoscritto e, inspiegabilmente,  del dirigente Ing. De Nigris, a cui chiedo di nuovo scusa pubblicamente.

 

Certamente il 2 Dicembre, si avrà di nuovo la possibilità di ricordare, anche a quanti  se ne sono troppo facilmente dimenticati,  i comportamenti di quelle ore drammatiche e si potrà riportare all’attenzione di tutti chi ha agito con lo spirito del servizio a difesa dei propri diritti contro una legge iniqua e sbagliata, come  i risultati nulli di questi anni stanno dimostrando in tutta Italia, visto che, nonostante la tanto esaltata riforma “epocale”, tuttora, si continui a parlare di riforma della Giustizia.

 

Questo rinvio a giudizio è  personale e l’affronterò con dignità e rabbia, perchè è come se fosse stato notificato ad ogni cittadino, a cui è stato negato, di fatto,  il diritto alla Vera Giustizia.

 

Ma oggi  l’affronterò ancora con maggiore determinazione, affinchè vengano ricordate quelle ore e ci si interroghi sull’opportunità che in premio alla legalità, dedicato alla memoria del  compianto (e dal sottoscritto, così come da tanti altri, amato e mai dimenticato) Giudice Borsellino, che ha sacrificato la vita a servizio della Giustizia ed è sempre stato un esempio di sobrietà, sia stato celebrato da un territorio ove si sono avuti comportamenti privi di qualsiasi sensibilità nei confronti di cittadini che chiedevano ed invocavano a voce alta la presenza di Giustizia e del relativo presidio sul loro territorio da cui, invece, sono stati spogliati senza alcuna considerazione.

 

La scelta del Comune di Sassano mi è incomprensibile, perchè ritengo che dimenticare e  seppellire il comportamento di quelle drammatiche ore, che è stato e rimane un’offesa indelebile  per tutti i cittadini, non si possa cancellare così facilmente, essendo presenti tutti gli amministratori del territorio a rappresentare le proprie collettività con tanto di fascia tricolore.

 

E questo tentativo di pseudo normalizzazione mi è inspiegabile anche perchè oggi  alla guida della Regione Campania finalmente vi è un Presidente, l’onorevole De Luca, che saprà dare forza e sostanza alla richiesta di questo territorio, affinchè le competenze giudiziarie siano riportate nei confini regionali propri con il ripristino del Tribunale.

 

Una richiesta che  dovrebbe essere  sostenuta a testa alta da tutti, Amministratori, Partiti, Parlamentari Nazionali e Regionali, Comitati e cittadini,  senza cedimenti e senza inutili  personalismi.

 

L’Italia è una strana Nazione:

 

Chi fa leggi sbagliate, che stanno creando soltanto danni, vedi la Legge Severino, la Legge Fornero, viene nominato Senatore a Vita;

 

Chi le firma e le avalla viene eletto due volte Presidente della Repubblica;

 

Chi vota la fiducia, saltando da un gruppo parlamentare ad un altro, o nascondendosi dietro la ragion di Stato senza tener conto delle esigenze dei territori, rimane onorevole e si definisce responsabile e salvatore della patria;

 

E chi, umilmente, non ha voluto sottomettersi e fino all’ultimo ha cercato  di difendere il futuro della propria gente e del proprio territorio riceve un rinvio a giudizio.

 

Credendo in modo assoluto nella Giustizia, sono tranquillo, poiché ho agito correttamente,   così come è stato in tutti questi 19 anni di Amministrazione e in tutti i 56 anni della mia vita, ma quello che conta di più è sapere che la gente vera della mia città e del territorio di competenza del tribunale di Sala Consilina mi sarà sempre vicina.

 

Gaetano Ferrari

già Sindaco di Sala Consilina

 

 

Una risposta

  1. Giulio Pica ha detto:

    Caro Gaetano a te riconosco coerenza e tenacia, nonostante io, come tu sai, sono per natura irriverente e quando devo criticare critico tutti. Anche io ero lì con te quella mattina del 14 settembre 2013 come altri 3 o 400 cittadini. Lì c’era anche il sindaco Pellegrino che, ora conferisce addirittura onorificenze al procuratore capo di Lagonegro. Che dire ? C’è da rimanere sconcertati per la disinvoltura – chiamiamola così – di moltri, troppi politici. Spero che in dibattimento tu venga assolto senza problemi. Per il ruolo svolto contro la politica corrotta io ho nutrito una grande ammirazione per la magistratura, forse in maniera ingenua e con entusiasmo adolescenziale. Comunque come in tutte le categorie ci sono luci ed ombre. In bocca al lupo. Giulio

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