Frode fiscale nel campo della ristorazione: un arrestato e cinque indagati ad Ascea. Scatta il maxi sequestro

Sono cinque le persone indagate dalla Procura di Vallo della Lucania con l’accusa di frode fiscale. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini i cinque avrebbero omesso di emettere scontrini e ricevute fiscali per battesimi, matrimoni, comunioni ed altri ricevimenti, per la sala gestita ad Ascea, posta sotto sequestro. Fallita nel 1998, attraverso un meccanismo fraudolento continuava ad operare. L’operazione è portata avanti dalla Guardia di Finanza di Sapri ed coordinata dalle Fiamme gialle di Eboli. Si tratta di una delle maggiori frodi fiscali nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione nel Cilento e Vallo di Diano, che ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie nel confronti di 6 persone per un valore equivalente di circa 7 milioni di euro. Per loro l’accusa di bancarotta documentale, avvenuta mediante la sottrazione di parte delle scritture contabili, in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e di bancarotta patrimoniale attuata secondo ghi ha indagato sul caso, con il stematico occultamento di beni della società tra l’altro fallita, attraverso, anche fittizie cessioni di cespiti ad altre società, tutte riconducibili alle stesse persone indagate. Gli indagati, inoltre, per nascondere al fisco il reddito e pagare meno tasse, a margine delle cerimonie non avrebbero rilasciato scontrini e ricevute fiscali alle famiglie che pagavano i servizi ricevuti. In manette è finito l’amministratore della società. I reati contestati vanno a vario titolo dalla bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e false comunicazioni sociali.

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