Polla, tolti i sigilli al capannone della Ergon. D’Amato “Nessun percolato”

foto_202 Sfoto_201ono stati tolti i sigilli, nel primo pomeriggio di oggi al capannone della società Ergon in località Sant’Antuono a Polla. La Ergon aveva presentato istanza al Tribunale di Lagonegro per richiedere la possibilità di intervento sul capannone sequestrato affinchè potesse essere ripristinato per l’uso. La magistratura di Lagonegro ha accetto l’istanza e oggi la Forestale è intervenuta per rimuovere i sigilli allo stabile. “I lavori che devono essere posti in essere, ci ha spiegato l’avvocato Enrico D’Amato, legale dei vertici Ergon, riguardano la condotta di areazione, che aveva riportato un guasto qualche giorno prima del sequestro effettuato dalla Forestale e che secondo l’Ergon non era un motivo così stringente da portare al sequestro dei capannoni”. “Il problema più grande, ha aggiunto D’Amato è stato dato dal fatto che dopo il sequestro venti comuni del territorio, in questi 15 giorni, hanno dovuto conferire il rifiuto umido in strutture diverse dalla ergon pagando fior di quattrini, impedendo alla società di avere un guadagno, esasperando così una situazione che già al limite”. Dopo “i lavori” , si dovrà rispettare l’iter burocratico, effettuare gli interventi, chiamare l’Arpac che dovrà attestare che il capannone è pronto all’uso e presentare nuova istanza al Tribunale di Lagonegro affinchè si disponga definitivamente il dissequestro. D’Amato, infine ha voluto precisare “Pasquale Capozzoli è il liquidatore della società Ergon , non è il responsabile tecnico del capannone sequestrato. Pertanto viene implicato in questioni penali una persona che è estranea poiché il capannone appartiene al Consorzio Bacino Salerno3”.

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