Economia, riparte il mercato immobiliare salernitano. Ecco i dati

Il mercato immobiliare nel territorio salernitano è tornato a crescere: il secondo trimestre del 2015 rispetto al pari periodo del 2014 ha fatto segnare in riferimento all’intera provincia un +2,6%, percentuale che aumenta sensibilmente se si prende in considerazione soltanto l’area del capoluogo: +16,8%. Si tratta di un trend – quello del comune capoluogo – nettamente al di sopra della media Italia (+9,6%), che segnala la ripresa delle compravendite in sintonia con quanto evidenziato dall’Abi nei giorni scorsi: +86,1% per le nuove erogazioni di mutui destinati all’acquisto di immobili nei primi 8 mesi del 2015 (rispetto ai primi 8 mesi del 2014). In termini assoluti le banche hanno erogato 28,9 miliardi di euro (su base nazionale) rispetto ai 15,5 miliardi del 2014.

I dati del mercato immobiliare campano sono stati estrapolati dal Centro Studi ANCE Salerno dall’ultima nota trimestrale dell’Omi (Agenzia delle Entrate). Nella città di Salerno nei primi 6 mesi del 2015 sono andate a buon fine 500 compravendite nel settore residenziale con un aumento del 2,6% nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Su tutto il territorio provinciale sono state, invece, vendute 2.849 unità immobiliari con un incremento del 3,3% nel secondo trimestre 2015 rispetto al primo.

“La ripresa del mercato immobiliare – ha dichiarato il presidente di ANCE Salerno Antonio Lombardi – si colloca in un più generale contesto di ritrovata fiducia da parte delle famiglie che iniziano a smobilizzare quote di risparmio congelate nel periodo più negativo della crisi. È indubbio che le dinamiche inerenti la casa stimolino positivi riflessi sulle imprese del comparto delle costruzioni, ma più in termini di recupero di quote di liquidità che sotto il profilo dell’avvio di nuove progettualità”.

“Naturalmente – ha concluso Lombardi – quanto si sta verificando, sebbene sia un fenomeno molto positivo, non può bastare perché mancano all’appello in maniera drammatica gli investimenti pubblici. Senza un piano concreto del Governo e delle Istituzioni regionali e comunali appare poco plausibile immaginare una ripresa strutturale dell’economia campana e meridionale”.

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